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Majorana. Il prezzo del genio: intervista all’autore del libro Vincenzo Di Michele – Radio Radicale

14 Marzo 2026

08 MAR 2026 intervista di Lanfranco Palazzolo – RADIO – 11:49 Durata: 33 min 19 sec a cura di Luciana Bruno e Delfina Steri

“Majorana. Il prezzo del genio: intervista all’autore del libro Vincenzo Di Michele” realizzata da Lanfranco Palazzolo con Vincenzo Di Michele (editore, scrittore, giornalista pubblicista).

L’intervista è stata registrata domenica 8 marzo 2026 alle ore 11:49.

Nel corso dell’intervista sono stati trattati i seguenti temi: Docenti, Fisica, Germania, Italia, Libro, Majorana, Nobel, Nucleare, Omosessualita’, Premio, Scienza, Sessualita’, Storia, Usa.

La registrazione video ha una durata di 33 minuti.

Siamo con l’ editore giornalista e saggista Vincenzo i Michele e con la sua casa editrice che porta il suo nome ha pubblicato Maiorano il prezzo del genio la fuga il mistero dello scienziato di via Panisperna
quindi lui l’ orrore nucleare
allora noi sappiamo che su settore Maiorano incisivo Ettore Majorana c’è un’ ampia letteratura allora io le chiedo come è nata l’ idea il di fare questo questo saggio su questo fisico che si porta dietro tanti misteri della sua scomparsa su tutte le ipotesi che associati al suo genio hanno sviluppato insomma una serie di di ipotesi mai del tutto confermato
saluto tutti gli ascoltatori grazie grazie mille per l’ attenzione B nelle mie mie liberi solitamente
Volvo dell’ indagine vicini e oppure su indagini storiche su argomenti diciamo poco battuti nel senso che io li arrivino storicamente i santi un revisionista storico
in questo caso però revisionista sogni processato poco perché
ministero Majorana diciamo rimane mi sembra che questo
è bene chiarirlo sin dall’ inizio fatto che cos’ è che io ho messo in una il luce vienitene sinistra c’è le muti di ragionamento su cui
soffermarsi perché nella scomparsa di uno scienziato magari si sono fatte tante ipotesi
tante riflessioni e Gabriele io c’è molta letteratura in argomento a me però interessava parlare convinto perché quando si affrontano alle problematiche forse casa di Venere un’ analisi differenzia un’ analisi filosofica fiscale lei personaggio Majorana ENEL ma io non è un pezzo è un personaggio meritevole di attenzione non ci sono quelle scoperte
per quello che è stato per il modo come scomparso Macbeth Gianni suo essere
la non sfugge neanche aveva questo personaggio allora che da critico di famiglia veniva e va bene Majorana voi le volevo chiedere
se ritiene che sia stato personaggio anni al partito dalla sofferenza biglietti di molti colleghi del suo sul settore
ringrazio la domanda questa perché si colloca in uno dei ragionamenti ma i granata di una famiglia venti stampe
venne stampe tant’ è vero che Nietzsche trasferita a Roma allegati dieci anni alcune mass uno dei come lei prestigioso di Roma qualche acido dopo l’ assetto passo
ma è interessante perché vengano in mente una battuta poi d’ un suo collega che quando voi
si laureò quindi coltivabili in quegli anni e la docenza insiste di alcune materie non non non voleva esercitare la sua professione professore universitario tant’ è vero che qualche collega suo scienziati senza questo ambito vinse e ma lui chiaramente non ha bisogno di insegnare non viaggia nel seguito
per vivere e quindi questo è un aspetto essenziale della sua amica stoppa l’ aspetto
economico quindi che e non è la concezione per l’ altra domanda truffaldini agli ascoltatori rischiamo indiretta quindi che non abbiamo
gli inglesi domande diciamo dal quale qual era la seconda domanda alla seconda domanda era
lui aveva subito diciamo l’ invidia dei colleghi è un fatto attraverso ricordo ecco l’ invidia dei colleghi com’ era indica che non è
allora è vero da una parte c’ era mi faccio un esempio Pannella Nana regola questa storia non è atto d’ invidia il fatto che lui era un personaggio scomodo di per sé allora i colleghi non lo indichiamo perché a un personaggio avvenuti introverso provenienti al di fuori dalle realtà perché era un genio Gianni procede facili sceglieva nel suo essere nursery
suo vicario ha deciso un discorso a casa certo momento dalla famiglia diciamo all’ Italia trentadue anni trentatré
dinamico si era nel mille novecento trentadue trentatré enne nato nel mille novecentosei no corsara più forse aveva avvinti scusate non trentadue anni era quando voli ventotto anni così lui Ferrari chiuso nella sua solitudine poiché erano uno strano scherzo del destino era stato bandito un concorso per l’ assegnazione di cattedre universitario
tutti hanno fatto fare questi possiamo già assegnati all’ epoca
in fondo non è una novità insomma Legnano Rho quattro posti di cattedra già si sapeva chi erano
gli assegnatari dollari in cattedra
e quindi questo fatto fare una contornata che è stata la moglie ricorda se ad un certo punto per uno strano scherzo del destino alloggiasse prego Chiarelli partecipanti e Majorana stava fuori
dal gioco
per uno strano scherzo del destino Majorana decise di far fare il pensiero che lì crearvi problemi non di poco perché l’ escluso chi era il caso perché subentrando Majorana per chiara fama Pecchia ridicoli
chiaramente avrebbe ottenuto la cattedra così ma e allora che cosa esclusa addirittura Silvio Ricci gentile il famoso gerarca fascista all’ epoca era il ministro
cosa dovrebbero fare patto i colleghi se non altro nell’ ordine diciamo gerarchico delle istituzioni dovete attribuire a Madrid Roma una cartella per chiara fama lasciando libero imposto agli altri scienziati mani d’ invidia
diciamo
non mi avevano volente era più che altro un personaggio che lo chiamavano l’ inquisitore era considerato particolare spina nel suo essere diciamo che
era messa debutto rispettato temuto ma allo stesso tempo note di mano un po’ distaccato a Roma ho capito il suo essere
allora
io di lui dunque se il tetto tanto sul carattere e la personalità i i Maiorana
anche che si fosse omosessuale nel suo libro dunque questo argomento allora no non ho trattato l’ argomento sessuale però vi posso dire che tra le tante ipotesi che sono fatti si siano fatte poi circa la sua identificazione rinvenendo sul suo passato addirittura c’è una persona
una signora altolocata di Firenze direi che ebbe una frequentazione colui o che lo incontro esso Raffaello nozze una frequentazione
lo incontrò per però per fini di lavoro sì però tendono a escludere questo fatto perché
normalmente questi personaggi
e sono talmente assorti nella filosofia
e nel suo modo di essere nella fisica pattumiera
uno scienziato apporti attenzioni del shock può essere
una vita sessuali in quanto la loro mente stesso e assorta in altri pensieri in altre riflessioni io ho avuto modo di vedere che il suo modo di dire
cito un esempio Nissan Giorgio da millenni Scacchi
o tant’ è vero che potrei raccontare in particolare quando comunicando se la borsa di studio gli andò in Germania chiese che vinse il premio nove poco peraltro circa cosa come inizio di essere ove ringrazia una colonia cava elaborato Majorana
due tre anni prima e addirittura l’ elaborata su un pacchetto di sigarette e cioè perché non era così rendeva appunti quali tasche a toppa fisicamente
aveva bloccato vessatoria nel cestino sigarette chi se n’è accorta infatti
questi ragazzi via Panisperna parleremo
non sanno e fra le tante cose volevo dire appunto e quando in Germania per noi
il suo passato al bar a giocare a scacchi con una con lei sembra queste cose ecco il
lui era terza al fascismo considerando quello che arriva subito dalla dalla famiglia Gentile
allora innanzitutto
dalla famiglia e gentile Lulli nocivi nessun torto dal fascismo perché chiaramente sì ammesso a quel concorso
fu ammesso Giannini questo meccanismo non venne a conoscenza per nulla lei partecipò sosta delle istituzioni che si sono impariamo di salvaguardare la sua persona quindi a questo è il punto di vista no
diciamo che
difendendo impegni nel fascismo quando parliamo del fascismo dice era fascista o non era a conoscenza ecco ma non è vorrei precisare
personali diciamo ha passato anche un periodo di studi in Germania no quindi
non si hanno tracce di sua avversione verso i confronti vorrei chiarire questo allora
il fascismo stato impedito durato vent’ anni
in quel periodo erano tutti fascisti
cioè adesso bisogna igiene orale nel senso letterale o per convenienza opere o perché diciamo era difficile opporsi a meno che certi non si proclamano profonde
al fascismo però in questo anno era difficile diciamo anche manifestare dissenso volendo Majorana cosa
ma erano innanzitutto invia un episodio per cui Lugli aveva ormai certo Simone delle istituzioni fascisti perché aveva avuto un fabbro quale favorire nella sua personalità turbato da un episodio dove buoni o bambino piccolo e questa morte diciamo coinvolto un cugino uno sino o di Majorana Via dalle Majorana e per uno strano scherzo del destino
questi personaggi risentono molto dei fenomeni familiari al loro domicilio
Ettore Majorana era molto legato alla sua famiglia il fatto di ridursi coinvolte in questa sa
lo diciamo responsabilizzi sono sul fatto di emittenti erano in ogni suo casale
di questi episodi un po’ usato addomestica perché questo bambino muri
fatto nulla per uno strano incendi dato fuoco accusa dalla domestica
una vicenda giudiziaria particolare perché andò avanti addirittura quindici anni questa vicenda giudiziaria questa nomina
coinvolse
addirittura lui fidanzato della sorella poi coinvolse l’ amabile in delibera ritrattazioni così in via fino a quando non commuoversi addirittura cioè Majorana
e lo zio di Majorana andò in carcere su queste questa faccenda andò in carcere duro Muldoon questa vicenda fino a che alla fine ritratto
diciamo sudista Domestica e qua sopra ceduta Majorana però questo uccide l’ interessamento anche gli auguri sta fascisti altrimenti cercano il programma di questa l’ innocenza che in effetti era e lui aveva
ma certamente
definiti buoni quindi queste cose perché temeva che il suo passato questo fanno che aveva avuto dalle istituzioni fasciste
questo tuo sostegno appunto avvenuto per dimostrarne l’ innocenza nell’ ozio potessero avere un effetto contrario o nei suoi confronti ed ecco il perché
quando riguardò sua elezione al fascismo tanti ne hanno parlato quando due anni dopo dopo in Germania dai fendenti appunto dura suo degli stili
sinceramente io ho visto una posizione molto neutrale cioè nel senso anche lì Cecchini avvicinato chi ha detto
schierarlo
favorevoli chi invece che avversava io ho visto invece una posizione neutra mi rendo conto di una persona che non voleva
espulsi minimamente
a queste problematiche ma lei raccontava negli ai suoi familiari no per me per quanto mi riguarda illuministe al di là delle interpretazioni che ne hanno dati vari autori
mi rammenti di cronaca perché consideriamo qualche
ma come adesso che si viaggia spesso andati in Germania raccontava ciò che succedeva Chardonnay ancora i mezzi di informazione di adesso nel gruppo indeciso gelosi di via Panisperna
c’è arriva un amico
sì allora lui aveva un amico c’ era il professor carrelli aveva Amaldi poi
tranne che Segre conobbe tutte queste persone non avrà
degli amici addirittura quando lui si vi sono solitudine mandarono a trovare
il mandare un barbiere però questo concetto di amicizia lo dobbiamo sempre interpretare nell’ ambito di che cosa di un personaggio che non è tutti i giorni colloquiava con le persone per le amicizie nicchiava condivisibile riflessioni scientifiche e filosofiche brevi battute non non possiamo aspettarci il classico dico che usciva tutte le sere per questo cento dice alla violenza capisco il silenzio allora
che si è fatto lei della della sua scomparsa avvenuta nel marzo alla fine di marzo
nel mille novecentotrentotto quando lui si prende qualche giorno di di riposo
partendo da da da Napoli dove qualche mese prima aveva vinto questo concorso della cattedra
e lui riteneva fosse un meno sei rispetto all’ obiettivo che aveva di andare a Roma
allora lui in quei mesi secondo lei che tipo di convinzione matura il fatto che lui ha trovato una uscito che non è all’ altezza delle sue delle sue incapacità che idea si è fatto di come si è mosso lui attraverso le sue lettere agli amici telegrammi diamo mandato
che ci lasciano l’ idea di quello che lui può aver
ipotesi che l’ idea di quello che allora il fatto che lui ha già avuto assegnato una cattedra è stato un minuto ma non nel senso che decisive stile credere non era questo perché lo costringeva un ghigno fisso alla docenza nell’ organo ecco quello che vuol dire in senso letterale
le librerie minuti devono essere lasciate alla loro creatività
alla loro deflessione quindi confinare una mente prima all’ insegnamento al alla disciplina degli orari alcuni a a spiegare una materia inspiegabili concetti forse poi significano Vinitaly il pensiero perché spesso gli indumenti Casini un un principio
impone delle regole di non trasmettere il vero principio perché ok l’ avrebbero seguito nel suo libero pensiero
e quindi questo suo modo di essere la luna il dice un altro diciamo in una sorta di gabbia
quindi sì queste motivo secondo me da quello che ha visto morire aveva niente catture quindi del suo volle essere lasciato insolubile
io non credo che vi sia sì suscitato da tanti riflessioni da parte movimenti dopo compiuto costatare nella dinamica disabile gli ha preso cinque soci sì esatto ma ci sono stati tanti fatti al di là degli stipendi falsa Volta di Fano Prodi fattuali
Simoni che pagassero racconta ed Emma Fattorini aveva l’ idea in una delle sue lettere lui aveva paventato l’ idea voleva morire in mare buttarsi dalla nave che lo portava a Napoli a Palermo allora
come diceva il suo collega universitario anche racconta amabili pagare
la frase emblematica queste tariffe ma tale che non è facile scomparire nel nulla
perché non è difficile perché non vede essi vengono trovati partì una traccia viene lasciata ministero bene o male viene sempre diciotto caduta dei maschi Sandro trovati riversi sia nello c’è una nave senza mai soprattutto a quell’ epoca insomma si sarebbe trovato invece c’è una abilità solo un cenno e capace di scomparire nel nulla la chiave queste cose secondo detto localmente come doveva programmare il Piano e soprattutto la famiglia
nella famiglia io ho ho visto il suo grammi negli anni familiari si arrivava a prendere quando scrive
alla Marluce voi mettete nell’ uso io morirò tutto qua però ogni lascia le frasi emblematiche ma non più di tre lascia intendere e cosa e cosa che non era un uscita dalla vita sì ma non dalla dalla vita comune della confidenza
la convivenza per lui era finita lì voleva vivere una vita Buzzi riflessioni
quant’ è vero che anche la madre Luck riduttori ha creduto in questa tesi tanto è quando
scompare creando perorando la totale presso Clipper istruzioni
e venisse cercato noi non condendo e poi la cosa essenziale che nel disposizioni testamento chiaramente dice guarda libici di non potere c’è anche la parte gli attori perché il bimbo quindi noi non c’ era parco
allora
molti mettono molti diciamo di coloro che si sono occupati del caso di Ettore Majorana mettono in relazione la sua scomparsa con gli sviluppi del
bellissimi che hanno avuto poi gli studiosi di in via Panisperna sere mi si altri fino alla scoperta del del del della bomba atomica allora e qualcuno ha ha detto probabilmente Tore Majorana non avrebbe condiviso comunque non avrebbe permesso
quelli utili solo che il belliche lo studio della della fisica approdo alla bomba alla bomba atomica allora lei si è occupato di questo si è fatto un’ idea e nel mille novecentotrentotto insomma a il mondo temeva lo scoppio di una guerra si poteva prevedeva che regge se arrivasse a questo
allora perbene ed è fatto questa domanda perché chiarisca una volta al mondo della fisica deve essere interpretato rumori avrà nel nostro modo di vivere di nuovo normali e nell’ ottica delle fisico perché ne quando parliamo gli alcuni titoli dei giornali come mi hanno fatto notare anche a me perché quando si ricevono lettere Gianni questo libro Livio osservazioni nell’ ufficio impedisce
il
il genio che intuì l’ orrore nucleare del io leggo i giornali loro dicono emersi vere e chi ha scritto questo non è stato fisico riferito anche il giornale forse il qualche affermazione impropria anche da parte mia conservo colore nucleare ma posso l’ ho capito lo la capisco bene con per Mazzone
e e hanno ragione perché la fisica positiva nella quando parliamo nucleare noi pensiamo alla bomba atomica quasi però nucleare c’è un concetto di energia un concetto positivo e questo bisogna ammetterlo in risalto formano con essa
e che in cui novecento trentotto nel presente stavamo alla vigilia di una guerra dove c’ era una guerra aperta dichiarata che stava per iniziare e una guerra diciamo sotto banco la guerra delle spie
ma non è il gruppo di via Panisperna innanzitutto dichiariamo è stato un gruppo oneroso forse se ne è parlato un poco che aveva fatto le intuizioni me quel in quel quel salvo la non brillante della fisica italiana macchine
brillante delle scope forse in quel momento erano nulla che fare con il nucleare
il gruppo di via Panisperna salumi unito perché all’ epoca si facevano delle ricerche proprio servire vince protoni neutroni cosiddetto propone neutro insomma tutte scoperte insomma che erano attivi al sviluppi più flussi turistici Energia
all’ anno del mille novecentotrentaquattro
il problema viene quando dopo nel divenire perché poi ce n’è un’ altra scuola lui perché non dimentichiamoci
per fare nel mille trecentotrentaquattro non limita saronnese del ventenne ma non lontani dall’ idea di una guerra c’ aveva ma di tardiva in Germania nel mille centotrenta ragazzi a ritornare sì c’ era e già nel trentaquattro hanno dato dei segni di inquietudine con l’ annessione all’ Austria quindi nel mille il e ripetuti nell’ Angelus il trentotto quindi era un’ epoca calma Germania
un trascinamento che Majorana è scomparso prima della la
è si erano Cuervo quelli Giulia perché erano nell’ aria perché mai non è non era quello vero e quello non è che c’ era pochi sono quasi temporanei Ferrero già manifestato dopo trentatré incolti non è che c’è stato il solito sesso alcol all’ atto pratico ma alla manifestato penso che in quelle settimane Genova esatto ceiling lì militi inquietudine aveva mostrato
insomma e quindi c’ erano fisici inglesi ai Casini dischi è con lei nazionale valido l’ indiano che Majorana era stato Germania e questo bisogna dirlo ecco quando lei nel io
l’ impresa del suo titolo lei scrive
il mistero dello scienziato che intuì l’ horror nucleare e grazie a questa strada la frase per cui sono stato diciamo criticato l’ orrore nucleare perché
aggiustamenti che è stato fatto notare che non è un errore cammino però poi però bisogna confinante
le espressioni secondo impedirglielo allora se parliamo di urbanista nata da un accordo fra voi Minnelli vendite è diversa diventato un un aspetto problematico perciò che avvenuto che adesso racconteremo però vorrei tornare su un argomento della personalità di Majorana che era nato in Germania eliminando il suo essere a differenza dei colleghi perché era andata in Germania e aveva trovato qualcosa
in merito appunto questo personaggio con cui si trova bene
non lo sapevo finisco Marina non lo conosceva lumbard multidisco insiemi sviluppa va bene quindi dell’ uno tutto ciò che era apprendere nuove conoscenze era questo il modo essere qui in Germania ce la moglie di scuole di pensiero Sciarra morì Charlie vanno antistante insomma c’ erano gli scambi e perplessi purtroppo è licenziarli anche loro non erano libero pensatore con l’ avvento del nazismo gran bene poi interne faccio molti di questi scienziati tant’ è vero che se vogliamo una bomba atomica ci furono molti scienziati Dini partecipare mamma volontariamente diciamo a questa costruzione della bomba atomica perché loro stessi scesa nascono palestra di lasciati
poi gli sviluppi che ha avuto questa storia ecco questo è un aspetto che mi interessa l’ esperienza la scienza aveva prodotto un risultato
e però l’ aveva diciamo di o l’ altro diciamo a abili discese mentre la politica perché lontane il governo anche americano non è interpretato così queste ricerche perché gli scienziati
negli sviluppi che ebbero queste ricerche nel Progetto Manhattan avevo prospettato l’ ipotesi di rilancio della bomba atomica sapevano che facevano la bomba atomica Torquato però avevano detto che secondo loro questo uso
non servivano de serviva cioè scusate servivano delle prove dimostrative in nel deserto e non servivano sgancio effettivo governo americano non volle prendere
questi aspetti considerazione ecco perché dico l’ orrore nucleare anche perché l’ orrore nucleare perché poi quando lo misero in atto pratico ai governati Armando dell’ America in questo caso lo mise in ambito contro il Giappone
l’ ultima questione secondo lei Majorana avrebbe vinto avrebbe si sarebbe aggiudicato il
il premio Nobel per la fisica
allora quest’ anno ma sinceramente a cui non so rispondere perché
allora era un personaggio talmente male particolare Nenni congressi non vuol addirittura una volta altro invito attende di essere intenzionato questo patto dell’ anno quindi proprio di di allora alla al direttore di via Panisperna che era ancora milioni parlare qui sopra
scoperta piaceri picchiare o anche firmi loro Rossetto passatemi era un po’ da questo punto diciamo protagonista più solari nel gruppo però no non penso perché lui non aveva questi caratteristiche e ad andare avanti all’ invece va all’ intuizione pari portali affondo un risultato
Ramazzini megafoni al SISMI inventato qualche mese fa ci fu un editoria nel gioco
fisico che insomma
scrive per il Corriere della Sera che fece un’ accusa durissima affermi
lei la condivide disse
oggi lo considerano tutto un grande scienziato però coi alla fine ha fatto un grande errore che poi ha portato alla scoperto è una bomba atomica
ma come si dice la scoperta la bomba atomica insomma non è stato uccelli c’ era un gruppo di scienziati no
Salus delle tutti quanti in aula è stato ministro non è riuscito come no è uscito perfino capo del progetto manata ma forse i cestini mediche corsi sono stati sul personalmente mediaticamente dati da qui davanti
ordinavo è stato costruito il personaggio indubbiamente in lei e nei a cena un gruppo di scienziati avverrà invitavo perché c’ era anche serve accelerano muriatico precari anzi distinzioni
penale è stato il simbolo non costruire questo simbolo papà Mrs è stato un personaggio molto controverso per cui si è stabilito
ora quando hanno scoperto siamo tutti figli Palavobis però chiaramente tutto quanto però poi questo personaggio poiché ci dovetti ricredermi non perché quando si rese conto che la bomba atomica doveva attendere lanciata per anche per uno scopo non solo del Giappone ma per la guerra fredda perché perché la il vero rivale in quel momento era in Unione Sovietica quindi a guerra alcune da concludere lì le due potenze alleati erano infatti dell’ Unione Sovietica in realtà si stavano combattendo una battaglia sottobanco
senta io la ringrazio molto della sua disponibilità crederci parlato del del suo libro qui tra l’ altro ho due copertine vediamo un po’ allora quella che ho incontrato introducendo il libro che con lo stesso titolo allora perché queste due copertina che vieta di spiegarcelo
e quali torinese cita allora innanzitutto gli ordini non l’ hanno scelto la copertina originale quella nera proprio che il ministero esatto perviene on line poi diciamo che siccome ci sono molte richieste da parte del pubblico non è più voti libri anche nelle edicole perché perché ci sono le persone
che comunicazione anziani che non hanno dimestichezza con i quindi vogliono avere sempre a portata di mano allora certo una copertina o chiara anche per renderla più visibili Pita pane e magari
più visibile appunto per acquistarla versato un modo differente per metterla il vinile sono scelte editoriali così che vengono fatte però ecco si porta sulle virgole per perché oggi è difficile non non è per tutti semplice legge un libro tutti pensano e che la luce negli comuni c’è presente si accomoda
Penne potrebbe essere coperto a qualcosa comoda ma c’è chi ancora preferisce libbra di carta chi non vuole andare ordinari Liberia chi vuole andare e Nicola Sottocapo immaginiamo
al signore di paese che cioè tali di fotografarlo voluto dare questa comodità
grazie a Vincenzo Di Michele utopie di Majorana presso del genio la fuga il Ministero dello scienziato di via Panisperna anche in cui l’ orrore nucleare edizioni Vincenzo Di Michele Cantillo Autori editore saggista il giornalista grazie ad un saluto a tutti gli ascoltatori

 

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link all’articolo originale su radioradicale.it

“Ettore Majorana ‒ Il prezzo del genio” #2: l’incontro con gli scienziati tedeschi

6 Marzo 2026

Tratto da Oubliette Magazine del 05/03/2026

Lui [Ettore Majorana], che aveva creato una delle prime teorie del nucleo atomico: ebbe forse timore di dover essere destinato a Los Alamos insieme a Fermi ed Oppenheimer nel progetto Manhattan? O magari di essere trasferito nei laboratori dell’analogo Progetto Uranio nazista dove lavorava il suo amico e maestro Heisenberg?[1] ‒ dall’introduzione del saggio “Majorana, il prezzo del genio”

Ettore Majorana scienziati tedeschi saggio di Vincenzo Di Michele
Ettore Majorana scienziati tedeschi saggio di Vincenzo Di Michele

Majorana, il prezzo del genio” è un saggio biografico dedicato al famoso fisico catanese Ettore Majorana, edito nel febbraio 2026. Il sottotitolo recita in modo più che mai calzante: La fuga e il mistero dello scienziato di Via Panisperna che intuì l’orrore nucleare.

L’autore del volume è il giornalista e scrittore Vincenzo Di Michele, conosciuto in editoria per best seller incentrati sulla Seconda guerra mondiale. Ad esempio si ricorda “Io, prigioniero in Russia” che ha visto numerose edizioni con diverse case editrici (La Stampa, et cetera) e vendite superiori alle 60.000 copie.

Con “Majorana, il prezzo del genio”, Vincenzo Di Michele indaga, con la solita solerzia di studioso delle numerose fonti, una delle storie più misteriose del 1900: la scomparsa dello promettente scienziato Ettore Majorana (1906 ‒ 1938) avvenuta a soli 31 anni in circostanze alquanto indecifrabili.

Composto da tredici capitoli, il saggio è oggetto di una speciale rubrica della quale si è pubblicata il mese scorso, in contemporanea con la circolazione del volume, la prima puntata dal titolo “Il talento innato nella scienza”. In ogni puntata si percorrerà, nel dettaglio, il cammino tracciato dall’autore Vincenzo Di Michele proponendo ai lettori un interessante approfondimento tematico.

***

Estratto dal Capitolo #2 ‒ L’incontro con gli scienziati tedeschi e la loro importanza nello scacchiere internazionale  

“Nel 1933 Majorana elaborò per l’Accademia dei Lincei una teoria del nucleo atomico con cui ottenne una borsa di studio in Germania e Danimarca.

In quel periodo incontrò Heisenberg a Gottinga e in seguito, a Copenaghen, il grande Niels Bohr, patriarca della fisica atomica.

Come si è detto, anche per la teoria del nucleo fatto di protoni e neutroni, un altro studioso pubblicò prima di lui, in questo caso Heisenberg.

Talvolta sembrava che Majorana si prendesse gioco degli altri.

Giocava con la scienza e poi disperdeva i frutti delle sue ricerche sotto gli occhi dei colleghi.

Nel caso della sua teoria del nucleo, Majorana non solo non la pubblicò, ma proibì a Fermi di parlarne in un congresso.

Spesso quando gli altri approvavano le sue teorie, si entusiasmavano e lo esortavano a pubblicare, Majorana si richiudeva in se stesso bofonchiando che non valeva più di tanto la pena di discorrere su quell’argomento.”[2]

***

A.M.: Nella prima puntata della rubrica si è parlato delle doti innate di Majorana che si manifestarono sin dalla tenera età; in questa seconda puntata dal titolo “L’incontro con gli scienziati tedeschi e la loro importanza nello scacchiere internazionale”, invece, racconti del rilevante incontro con il fisico tedesco Werner Karl Heisenberg spostando poi l’attenzione verso il radicale cambiamento di strategia militare da parte degli statunitensi. Perché Heisenberg, laddove Enrico Fermi fallì, convinse lo scontroso Majorana a pubblicare un articolo sulla teoria nucleare?

Vincenzo Di Michele: Per rispondere a questa domanda inizierò dalla fine del capitolo nel quale cito la straordinaria filosofa Hannah Arendt (1906 ‒ 1975) ed il suo “La banalità del male”, una testimonianza importantissima del processo ad Adolf Eichmann, svoltosi a Gerusalemme, dopo la cattura da parte del Mossad avvenuta la sera dell’11 maggio 1960.

Adolf Eichmann, soprannominato il “Contabile dello sterminio”, è solo uno dei tanti tedeschi che trovò rifugio nell’America del Sud ma è, forse, il più celebre perché fu il protagonista del primo processo per crimini contro l’umanità avvenuto in Israele.

Hannah Arendt, come altri giornalisti da tutte le parti del mondo, prese parte ai circa otto mesi di processo con 121 udienze che decretarono la morte per impiccagione, il 31 maggio 1962, con successiva cremazione e dispersione delle ceneri nel Mediterraneo per evitare possibili memoriali.

Ormai è Storia ‒ quella con la “s” maiuscola ‒: gli americani facilitarono la fuga dei nazisti dall’Europa, Eichmann non è di certo il più sanguinario dei nomi che, nei decenni successivi alla guerra, sono venuti alla luce. In questo secondo capitolo, infatti, racconto del Macellaio di Lione (Nikolaus Barbie), del capo delle SS in Italia (Karl Friedrich Otto Wolff), del responsabile della deportazione di centomila ebrei dall’Olanda (Erich Deppner), del capitano delle SS-Totenkopf nei lager polacchi (Werner Krassowski) ma anche di esponenti del governo statunitense come Allen Welsh Dulles, divenuto capo dei servizi di spionaggio.

E su quest’ultimo mi soffermo perché fu il referente dell’Operazione Sunsire, ovvero delle trattative di negoziazione della resa di tutte le forze tedesche operanti in Italia con il già menzionato Wolff. I primi colloqui esplorativi ed i successivi retroscena furono ovviamente all’insaputa di Adolf Hitler e degli altri alleati con i quali si era stipulato a Casablanca, come di certo si ricorderà, l’accettazione della sola resa incondizionata da parte del Terzo Reich.

I criminali nazisti trovarono rifugio in America così come lo fecero, con ben altre motivazioni, gli scienziati prima e durante la Seconda guerra mondiale. Non citerò i nomi degli scienziati reclutati dopo il 1945 ma vi illumino solo sui numeri: tramite il programma segreto statunitense denominato Operazione Paperclip si traferirono oltre 1600 scienziati e tecnici tedeschi, perlopiù ignorando consapevolmente il passato nazista ‒ ex membri ed ex leader del Partito nazista ‒, con lo scopo di essere avvantaggiati rispetto all’esercito sovietico. E se l’estremo Occidente ne reclutò 1600 si vocifera di circa 2200 specialisti tedeschi “reclutati” dall’Unione Sovietica con l’Operazione Osoaviakhim durante la sola notte del 22 ottobre 1946.

Ben altri sono i numeri di coloro che chiesero asilo, il più celebre è il fisico teorico Albert Einstein che lasciò la Germania nel 1932 ed aiutò a promuovere il Progetto Manhattan, e se questo nome vi suona familiare è perché è stato il progetto di ricerca e sviluppo che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche. Il fisico nucleare tedesco Hans Bethe, anch’esso espatriato, ne divenne capo della divisione teorica. Ed ancora il fisico ebreo-ungherese Leo Szilard, il fisico premio Nobel James Franck ed il famoso “padre della bomba all’idrogeno” Edward Teller furono assoldati nel suolo americano non solo per avanzare nelle ricerche nel campo della fisica ma soprattutto per evitare che la Germania nazista potesse sfruttare le scoperte di queste menti eccezionali.

Dagli anni Trenta, infatti, i fisici di tutto il mondo produssero acquisizioni di conoscenze incomparabili, ad esempio Enrico Fermi, nel 1934, espose la formazione di isotopi grazie al bombardamento dell’atomo con neuroni. In questo contesto portentoso della Storia che Ettore Majorana accettò una sovvenzione ‒ una vera e propria borsa di studio in Germania ‒ per un viaggio a Lipsia con lo scopo di conoscere la produzione dei colleghi tedeschi. Anche in questo caso Enrico Fermi giocò un ruolo fondamentale convincendo il silenzioso e restio Majorana alla partenza. E fu proprio durante questo viaggio che il fisico di Catania conobbe una delle menti che più gli rimasero impresse e che gli mutarono il carattere: Werner Karl Heisenberg (5 dicembre 1901 – 1° febbraio 1976).

Majorana, nelle sue lettere alla madre, parla sovente e con entusiasmo di questo sodalizio non solo per alcune affinità di vedute nel campo della fisica ma anche per una sincera amicizia dovuta alla vicinanza filosofica con la quale era necessario toccare gli argomenti della complicata disciplina. Come esempio riporto un breve estratto di una di queste lettere, presente anche nel volume “Majorana, il prezzo del genio”: “La sua compagnia è insostituibile e desidero approfittare finché sono in compagnia di Heisenberg; egli ama le mie chiacchiere e mi insegna pazientemente il tedesco”.[3]

Vincenzo Di Michele citazioni Ettore Majorana
Vincenzo Di Michele citazioni Ettore Majorana

Majorana percepisce in Heisenberg uno spirito affine e penso sia per questo motivo che, per l’appunto, laddove Enrico Fermi fallì cioè nello spronare il giovane genio alla pubblicazione delle sue teorie, il fisico tedesco, amante anch’esso degli scacchi, riuscì a far pubblicare nel Giornale di fisica (Zeitschrift für Physik) l’elaborato “Sulla teoria nucleare” (Über die Kerntheorie). Così come si sottolinea nell’estratto iniziale il comportamento di Majorana assomigliava più ad una presa in giro nei confronti dei colleghi rispetto alla sana competizione che ci si aspetterebbe dagli uomini di scienza. Che avesse un genio innato così di alto spessore era ormai certo e forse ciò che il fisico di Catania provava era una sorta di noia rispetto alle teorie di tanti suoi colleghi, solo Heisenberg riuscì a quel tempo a farlo lampeggiare di interesse.

Ho avuto una lunga conversazione con Heisenberg che è persona straordinariamente cortese e simpatica. Ho scritto un articolo sulla struttura dei nuclei che a Heisenberg è piaciuto molto, benché contenesse alcune correzioni a una sua teoria. […] Heisenberg ha parlato della teoria dei nuclei e mi ha fatto molta réclame a proposito di un lavoro che ho fatto qui. Siamo diventati abbastanza amici in seguito a molte discussioni scientifiche e ad alcune partite a scacchi.”[4]

Si avrà modo, nelle prossime puntate della rubrica, di trattare in modo più approfondito del ritorno di Majorana in Italia e dei ragazzi di via Panisperna, e per oggi vi lascio con una suggestione musicale che proviene dalla stessa isola del nostro protagonista.

“[…] Che cosa resterà di me, del transito terrestre?/ Di tutte le impressioni che ho preso in questa vita?// Mi piacciono le scelte radicali/ La morte consapevole che si autoimpose Socrate/ E la scomparsa misteriosa e unica di Majorana/ La vita cinica ed interessante di Landolfi/ Opposto, ma vicino a un monaco birmano/ O la misantropia celeste in Benedetti Michelangeli// […]” ‒ “Mesopotamia”, brano del 1989 di Franco Battiato

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Anticipazione: la terza puntata della speciale rubrica “Ettore Majorana ‒ Il prezzo del genio” avrà come titolo: Il nazismo al potere e la fuga degli scienziati dall’Europa.

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Info

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Rubrica “Ettore Majorana ‒ Il prezzo del genio”

 

Note

[1] Vincenzo Di Michele, Majorana, il prezzo del genioEdizioni Vincenzo Di Michele, 2026, p. 7

[2] Ibidem, pp. 10-11

[3] Ibidem, pp. 27-28

[4] Ibidem, p. 27

 

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Recensione del libro “Majorana, il prezzo del genio”, dal Tempo 08/02/2026

10 Febbraio 2026

MAJORANA

Storia di un grande genio che intuì l’orrore nucleare, il tempo 08/02/2026

VINCENZO DI MICHELE, MAJORANA IL PREZZO DEL GENIO

… Il 26 marzo 1938, Ettore Majorana scomparve improvvisamente all’età di trentadue anni. Fece perdere ogni traccia e di lui non si ebbe più nessu-na notizia. Non fu una semplice fuga, ma un gesto radicale denso di significati: l’estremo tentativo di un uomo di preservare la propria integrità di fronte a un destino di distruzione. Lui, che aveva creato una delle prime teorie del nucleo atomico, ebbe forse timo-re di dover essere destinato a Los Alamos insieme a Fermi e Oppenheimer nel proget-to Manhattan? O di essere trasferito nei laboratori dell’analogo Progetto Uranio nazista, dove lavorava il suo amico e mae-stro Heisenberg? Majorana non lo voleva e neanche voleva vedere associato alla cata-strofe che avrebbe potuto conseguirne.

ROMANZO «Majorana, Il prezzo del genio» di Vincenzo Di Michele 180 pagine 12 euro

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“Majorana, il prezzo del genio”: il nuovo libro di Vincenzo Di Michele riaccende il mistero dello scienziato scomparso – laprimapagina.it

5 Febbraio 2026

L’AQUILA – È arrivato da pochi giorni nelle librerie MAJORANA, IL PREZZO DEL GENIO – La fuga e il mistero dello scienziato di Via Panisperna che intuì l’orrore nucleare”, il nuovo lavoro di Vincenzo Di Michele. Un volume che riporta al centro dell’attenzione una delle figure più enigmatiche e affascinanti della scienza italiana: Ettore Majorana, il fisico geniale scomparso nel nulla il 26 marzo 1938. Di Michele affronta la vicenda con un approccio che unisce rigore storico e tensione narrativa, ricostruendo non solo la biografia dello scienziato, ma anche il clima culturale e scientifico in cui maturò la sua scelta estrema. Il risultato è un libro che si legge come un’indagine, ma che invita anche a riflettere sul rapporto tra scienza, etica e responsabilità individuale.

Il libro è un ritratto di un genio inquieto. Nelle pagine del volume prende forma la figura di un ricercatore fuori dal comune, membro di spicco dei celebri “ragazzi di via Panisperna”. Majorana contribuì in modo decisivo allo sviluppo della fisica nucleare e della meccanica quantistica relativistica, elaborando intuizioni che ancora oggi portano il suo nome. Di Michele ripercorre gli anni della formazione, il rapporto con Enrico Fermi, l’amicizia con Werner Heisenberg, le prime scoperte e il talento precoce che lo rese uno dei fisici più promettenti della sua generazione. Ma accanto al genio emerge anche l’uomo: introverso, tormentato, profondamente consapevole delle implicazioni morali delle proprie ricerche.

La scomparsa del 1938 fu una fuga o un gesto etico? Il cuore del libro di Vincenzo Di Michele è la ricostruzione della misteriosa scomparsa di Ettore Majorana. Il fisico, che era nato il 5 agosto 1906 a Catania, il 26 marzo 1938 fece perdere ogni traccia di sé. Non fu, sostiene Di Michele, una semplice fuga: piuttosto un atto radicale, forse l’unico modo per sottrarsi a un destino che lo avrebbe potuto condurre nel cuore dei programmi nucleari che avrebbero cambiato il mondo. L’Autore esplora diverse ipotesi:

  • il timore di essere coinvolto nel futuro Progetto Manhattan accanto a Fermi e Oppenheimer;
  • la possibilità di essere arruolato nel programma nucleare nazista, dove operava Heisenberg;
  • la volontà di non vedere il proprio nome associato alla distruzione atomica.

Una scelta estrema, dunque, che potrebbe essere letta come un rifiuto morale, un tentativo di preservare la propria integrità di fronte a un progresso scientifico che stava per trasformarsi in tragedia.


Il libro si muove sullo sfondo di un’epoca cruciale: gli anni ruggenti della fisica italiana e il clima internazionale che precedette la Seconda guerra mondiale. Di Michele ricostruisce le ricerche parallele di Alleati e tedeschi sull’energia atomica, mostrando come la corsa alla bomba fosse già in atto ben prima del 1939. In questo contesto, la vicenda di Majorana diventa un caso emblematico: un giallo storico che si intreccia con una riflessione più ampia sul ruolo dello scienziato e sui limiti etici della ricerca. Il libro invita il lettore a interrogarsi su quanto sia lecito spingersi oltre, e su quali responsabilità ricadano su chi apre nuove frontiere della conoscenza.

Vincenzo Di Michele, romano di origini abruzzesi, è giornalista e scrittore con una lunga esperienza nella ricostruzione di vicende storiche del Novecento. Laureato in Scienze Politiche alla Sapienza, ha firmato numerosi volumi che spaziano dalla memoria bellica alla storia sociale, fino alle biografie. Saggista fecondo, ha pubblicato: La famiglia di fatto (2006), un’analisi della convivenza more uxorio; Io prigioniero in Russia (2009), oltre 55.000 copie vendute, vincitore di premi alla memoria storica; Guidare oggi (2010), un manuale per le problematiche stradali; Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (2011), una revisione storica sulla prigionia del Duce a Campo Imperatore; Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi (2013), biografia ufficiale del calciatore della Lazio, campione d’Italia nel 1974; Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota (2014), un’inchiesta sull’iter di annullamento dei matrimoni innanzi ai Tribunali ecclesiastici; L’ultimo segreto di Mussolini (2015), quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi e i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini, anche tradotto in inglese (The Last secret of Mussolini, the undercounter pact between Badoglio and the Germans)Cefalonia. Io e la mia storia (2017), racconto autobiografico di un militare sullo sfondo degli avvenimenti bellici dell’eccidio di Cefalonia nel settembre 1943; Animali in guerra, vittime innocenti (2019), le uccisioni nelle due Guerre mondiali di cani, cavalli, muli, piccioni e di tante altre bestie; Alla ricerca dei dispersi in guerra (2020), dal fronte greco a El Alamein fino alla Russia: i familiari dei caduti raccontano le loro storie. Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale (2024), Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce” (2025).

Vincenzo Di Michele

Com’è evidente, la produzione saggistica di Vincenzo Di Michele si connatura in un percorso che rivela una costante: l’attenzione per le verità nascoste, per le vicende rimaste ai margini, per le storie che meritano di essere riportate alla luce. Dunque il nuovo lavoro è un libro davvero necessario per approfondire e illuminare la vicenda di Ettore Majorana, in ogni suo risvolto.

“Majorana, il prezzo del genio” non è solo la ricostruzione di un mistero irrisoltoÈ un invito a riflettere sul rapporto tra scienza e coscienza, tra progresso e responsabilità. In un’epoca in cui le tecnologie avanzano più rapidamente della nostra capacità di comprenderne le conseguenze, la storia di Majorana torna a parlarci con sorprendente attualità.

Di Michele offre al lettore un contributo originale, ricco di spunti e di nuove ipotesi, capace di restituire profondità a una figura che continua a sfuggire alle definizioni. Un libro che illumina un genio e il suo tempo, ma soprattutto le domande che ancora oggi ci lascia in eredità.

Goffredo Palmerini

 

“Majorana, il prezzo del genio” – Vincenzo Di Michele, pagine 180 € 12 (Edizioni Vincenzo Di Michele, Roma, 2026)

Articolo originale su “laprimapagina.it” e in formato PDF

Ettore Majorana, fisica nucleare e mistero: il prezzo del genio – valdelsa.net

5 Febbraio 2026

Ettore Majorana non è solo una delle menti più brillanti della fisica del Novecento, è anche una delle più enigmatiche

Ettore Majorana non è solo una delle menti più brillanti della fisica del Novecento, è anche una delle più enigmatiche. La sua vicenda intreccia fisica nucleare, responsabilità scientifica e scomparsa volontaria, in un tempo storico in cui la scienza stava aprendo porte molto pericolose. La sua scomparsa, avvenuta nel marzo del 1938, non viene raccontata come un semplice fatto di cronaca, ma come l’esito estremo di una tensione profonda tra conoscenza e coscienza.

Per la stesura di questo contenuto ci è venuto in aiuto Vincenzo Di Michele, storico e saggista, autore del libro Majorana, il prezzo del genio. Nel suo lavoro ricostruisce con rigore il contesto umano, scientifico e politico in cui maturò una delle scelte più radicali della storia della scienza.

Il talento assoluto e l’eccezione Majorana

Ettore Majorana emerge fin dall’infanzia come un caso di intelligenza fuori scala. Precocissimo nel calcolo, intuitivo, capace di affrontare problemi complessi senza passaggi intermedi visibili, cresce in un ambiente familiare colto e scientificamente stimolante. Il libro racconta episodi concreti, quasi quotidiani, che mostrano come il suo rapporto con la matematica e la fisica fosse naturale, istintivo, privo di sforzo apparente. Majorana non “studiava” la fisica: la abitava.

Vincenzo Di Michele sottolinea come questo talento assoluto non si tradusse mai in ambizione accademica o desiderio di affermazione personale. Al contrario, Ettore Majorana mostrò fin da subito un atteggiamento distaccato, quasi insofferente verso il riconoscimento accademico. Pubblicava poco, spesso solo su insistenza di colleghi come Enrico Fermi, e tendeva a svalutare il proprio lavoro, arrivando persino a gettare via calcoli e intuizioni poi rivelatesi decisive. Questa attitudine non era falsa modestia, ma il segno di una mente che non misurava il valore della conoscenza con i criteri della carriera o del successo.

Via Panisperna e il nucleo della nuova fisica

L’ingresso di Majorana nel gruppo di via Panisperna segna un passaggio cruciale. In questo contesto si forma la scuola italiana di fisica nucleare, guidata da Enrico Fermi, destinata a lasciare un’impronta profonda nella storia della scienza. Majorana, pur non essendo uomo da gruppo, diventa rapidamente l’unico in grado di confrontarsi alla pari con Fermi, sia sul piano matematico sia su quello concettuale.

Vincenzo Di Michele evidenzia come Ettore Majorana possedesse una comprensione profonda della struttura del nucleo atomico, maturata prima ancora che molte teorie venissero formalizzate da altri. La sua teoria del nucleo, elaborata nei primi anni Trenta, anticipava sviluppi fondamentali della fisica nucleare, ma non venne pubblicata, non per dimenticanza o noncuranza, bensì come una scelta consapevole. Majorana sembrava intuire che quelle conoscenze comportavano conseguenze che andavano oltre la pura teoria, che avrebbero potuto essere utilizzate in un contesto sempre più orientato a scopi militari e alla distruzione.

L’Europa della scienza e l’ombra della politica

Il libro colloca la vicenda di Majorana in un’Europa inizialmente attraversata da una straordinaria collaborazione scientifica internazionale. Cambridge, Gottinga, Copenaghen erano luoghi di scambio e cooperazione, dove fisici e matematici lavoravano insieme senza barriere nazionali. In questo contesto Ettore Majorana incontra figure centrali come Heisenberg e Bohr, instaurando con loro un rapporto non solo scientifico, ma anche umano.

Vincenzo Di Michele mette in luce come questo equilibrio si spezzò con l’ascesa dei totalitarismi. Le leggi razziali, le persecuzioni, la fuga degli scienziati ebrei e dissidenti trasformarono radicalmente il volto della ricerca. La fisica nucleare, da terreno di indagine teorica, iniziò a essere percepita come una risorsa strategica. La scienza smise di essere solo conoscenza e divenne potere. In questo clima, Majorana appare sempre più inquieto, sempre più distante da un mondo che stava chiedendo alla scienza di servire la guerra.

La fisica nucleare e l’intuizione dell’orrore

Uno dei punti centrali del libro è l’idea che Ettore Majorana abbia intuito, prima di molti altri, le conseguenze ultime della fisica nucleare applicata in ambito militare. Le scoperte sul neutrone, sulla fissione e sulle reazioni a catena stavano aprendo possibilità enormi, ma anche spaventose.

Di Michele ricostruisce come, già negli anni Trenta, alcuni scienziati avessero percepito il potenziale distruttivo dell’energia atomica, pur senza immaginare ancora la bomba. Majorana, secondo questa lettura, fu tra coloro che colsero il nesso tra teoria e applicazione. Il suo rifiuto di pubblicare i risultati del suo lavoro, il suo isolamento progressivo e infine la scomparsa vengono letti come atti coerenti, non come gesti irrazionali. La sua fuga non sarebbe quindi una rinuncia alla scienza, ma una presa di posizione etica estrema.

La scomparsa come scelta radicale

Il 26 marzo 1938 Ettore Majorana scompare. Le ricerche, le lettere, le ipotesi si moltiplicano, ma nessuna fornisce una risposta definitiva. Il libro non indulge in teorie sensazionalistiche, ma analizza i fatti noti: i messaggi inviati, i comportamenti precedenti, il contesto politico e scientifico.

Vincenzo Di Michele interpreta la scomparsa come l’estremo tentativo di preservare la propria integrità, sottraendosi a un destino che avrebbe potuto legarlo in modo irreversibile alla macchina della distruzione. Non una fuga codarda, ma un gesto di rifiuto. In questa prospettiva, Majorana diventa una figura scomoda perché mette in crisi l’idea stessa di progresso scientifico come bene automatico. La sua assenza pesa quanto una presenza, perché obbliga a interrogarsi sul prezzo del sapere.

Scienza, responsabilità e memoria

Il racconto si allarga poi al destino della fisica nucleare dopo la scomparsa di Majorana. La costruzione della bomba atomica, l’utilizzo militare dell’energia nucleare e la corsa agli armamenti confermano, a posteriori, molte delle inquietudini che attraversano il libro.

Di Michele insiste su un punto chiave: la responsabilità dello scienziato non può essere separata dalle conseguenze delle sue scoperte. Ettore Majorana, in questo senso, rappresenta un’anomalia, un caso limite che però illumina una questione ancora attuale. Il suo silenzio e la sua sparizione non risolvono il problema, ma lo rendono visibile. E proprio per questo continuano a interpellare storici, scienziati e lettori.

Commento finale di Vincenzo Di Michele

La figura di Ettore Majorana, così come emerge dal libro, non è quella di un eroe romantico né di un martire della scienza. È piuttosto un uomo che ha portato fino in fondo le conseguenze del proprio pensiero. La sua storia conserva un valore culturale profondo. Ricorda che il progresso non è mai senza conseguenze e che il genio, se davvero tale, paga sempre un prezzo. Nel caso di Majorana, quel prezzo è stato l’assenza. Un’assenza che, paradossalmente, continua a far parlare di una delle menti italiane più brillanti della fisica del Novecento.

E’ possibile acquistare il libro Majorana, il prezzo del genio sia in formato testuale al prezzo di €12, che nella versione digitale al prezzo di €4,99.

Articolo originale su Valdelsa.net e in formato PDF

Majorana, il prezzo del genio: il libro che racconta la storia del controverso fisico italiano – Ambiente e non solo…

5 Febbraio 2026

Ettore Majorana è un nome di spicco nella storia della scienza italiana ed europea. Un talento straordinario che scelse di sottrarsi a un destino di distruzione, intuì le conseguenze catastrofiche della fisica nucleare e decise di non dare il suo contributo a un processo che sentiva incompatibile con la propria coscienza. 

Per la ricostruire la vicenda di Ettore Majorana è stato fondamentale il contributo dello storico e saggista Vincenzo Di Michele, autore del libro Majorana, il prezzo del genio, in cui si ricompone il quadro umano, scientifico e politico in cui prese forma una delle decisioni più estreme e consapevoli della storia della scienza moderna.

Un’intelligenza fuori dal comune e un carattere refrattario al compromesso

Majorana appare fin da giovanissimo come una figura fuori dagli schemi. La sua intelligenza si manifesta in una comprensione profonda delle strutture matematiche e fisiche. Il libro restituisce numerosi episodi che mostrano come la scienza, per lui, fosse un linguaggio naturale. Tuttavia, accanto a questo talento assoluto, emerge un tratto altrettanto netto: la totale assenza di interesse per il riconoscimento pubblico.

Vincenzo Di Michele sottolinea come Majorana non cercasse mai il consenso dei colleghi né l’avanzamento di carriera. Pubblicava poco, spesso controvoglia, e non attribuiva valore alla priorità delle scoperte. Questo atteggiamento, apparentemente incomprensibile in un ambiente competitivo come quello accademico, è invece centrale per capire la sua figura. Majorana non scendeva a patti, né con le convenzioni scientifiche né con le dinamiche di potere. 

Via Panisperna e la nascita della fisica nucleare italiana

L’esperienza nel gruppo di via Panisperna rappresenta uno dei momenti più alti della fisica italiana. In quell’ambiente, guidato da Enrico Fermi, si sviluppano ricerche destinate a cambiare il corso della storia. Majorana ne fa parte, ma resta una presenza atipica. Non ama il lavoro collettivo, non partecipa pienamente alla vita del laboratorio, eppure è riconosciuto da tutti come la mente più profonda del gruppo.

Di Michele evidenzia come Majorana fosse l’unico in grado di affrontare Fermi su un piano di reale parità teorica. Le sue intuizioni sulla struttura del nucleo atomico, elaborate nei primi anni Trenta, anticipano sviluppi fondamentali della fisica nucleare. Eppure, proprio quando quelle ricerche avrebbero potuto proiettarlo al centro della scena scientifica internazionale, limita la diffusione delle sue idee e mantiene un profilo sempre più defilato, fino alla scelta definitiva di scomparire nel nulla.

L’Europa della scienza e l’avvento del nazismo

Il volume di Di Michele dedica ampio spazio al contesto europeo in cui Majorana si forma. Negli anni Venti e nei primi anni Trenta, la fisica è un terreno di collaborazione internazionale. I grandi centri di ricerca – da Gottinga a Copenaghen, da Cambridge a Parigi – sono attraversati da un continuo scambio di idee. Majorana entra in contatto con figure come Heisenberg e Bohr, instaurando rapporti basati su stima reciproca e confronto intellettuale.

Secondo Vincenzo Di Michele, questo clima di apertura è fondamentale per comprendere la successiva frattura. Con l’avvento del nazismo, le leggi razziali e la politicizzazione della scienza, quell’equilibrio si spezza. Gli scienziati iniziano a fuggire, i laboratori diventano luoghi strategici, la ricerca viene progressivamente assorbita dagli interessi militari. La fisica nucleare smette di essere solo una disciplina teorica e diventa un potenziale strumento di dominio. Majorana assiste a questa trasformazione con crescente inquietudine, consapevole che il sapere che stava contribuendo a costruire non sarebbe rimasto confinato nei libri.

L’intuizione dell’orrore e il rifiuto della neutralità

Uno degli aspetti più forti del libro è l’idea che Majorana abbia intuito con anticipo le implicazioni della fisica nucleare. Le scoperte sul neutrone, sulla fissione e sulle reazioni a catena aprivano scenari che pochi erano pronti ad affrontare sul piano etico.

Vincenzo Di Michele sostiene che Majorana comprese come la distinzione tra ricerca pura e applicazione pratica fosse destinata a cadere. Con la corsa agli armamenti e l’uso sistematico della scienza a fini bellici, non esisteva più una vera neutralità. Majorana non abbandona la scienza per paura o debolezza, ma perché non accetta di diventarne complice quando questa viene piegata alla distruzione.

La scomparsa del 1938 come atto consapevole

La scomparsa di Majorana, nel marzo del 1938, è uno degli eventi più discussi della storia italiana del Novecento. Il libro affronta la questione ricostruendo fatti, testimonianze e documenti. Le lettere inviate, i comportamenti precedenti, il clima politico e scientifico dell’epoca vengono analizzati con attenzione.

Per Vincenzo Di Michele, la fuga non è un gesto improvviso o irrazionale, ma una decisione maturata nel tempo. Majorana sceglie di sottrarsi a un sistema che stava trasformando la conoscenza in un’arma di distruzione di massa. Non cerca visibilità, non lascia proclami, non tenta di giustificarsi. Il suo silenzio è parte integrante del gesto. In questo senso, la sua assenza diventa una forma di testimonianza, più potente di qualsiasi dichiarazione pubblica.

Il peso della scelta e l’eredità morale

Dopo la scomparsa di Majorana, la storia segue il suo corso. La fisica nucleare conduce alla costruzione della bomba atomica, all’utilizzo militare dell’energia atomica e a una nuova fase della storia mondiale. Il libro non attribuisce a Majorana un ruolo diretto in questi eventi, ma ne sottolinea la straordinaria lucidità anticipatrice.

Secondo Di Michele, il valore della sua scelta non sta nell’aver fermato il corso della storia, cosa impossibile, ma nell’aver posto una domanda che resta aperta: fino a che punto lo scienziato è responsabile delle conseguenze del proprio lavoro? La vicenda di Majorana non offre risposte semplici, ma con la sua vita – e con la sua scomparsa – obbliga a confrontarsi con il lato oscuro del progresso. 

Cosa resta della figura di Majorana

La storia di Ettore Majorana, così come emerge dal lavoro di Vincenzo Di Michele, è una vicenda dura, fatta di rinunce, di scelte senza compromessi. Il fisico italiano che non scese a patti con l’orrore nucleare non viene celebrato come eroe, ma riconosciuto come uomo che ha portato fino in fondo le conseguenze del proprio pensiero. Majorana non ha cambiato il mondo, ma ha indicato un limite oltre il quale l’uomo, se consapevole, non dovrebbe spingersi.

E’ possibile trovare maggiori informazioni su questo libro, oltre che su altre opere di Vincenzo Di Michele, sul sito https://www.vincenzodimichele.it/

Articolo tratto da “Ambiente e non solo…” link originale, e copia PDF

 

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La vera storia di un genio scomparso in un libro su Ettore Majorana

30 Gennaio 2026

Quale percorso esistenziale e quale oscura consapevolezza condussero una delle menti più fulgide del secolo scorso a dissolversi, senza lasciare traccia, alla soglia del più catastrofico conflitto mondiale?
Ettore Majorana non fu unicamente un genio nel campo della fisica teorica. Egli si rivelò, piuttosto, una coscienza tormentata e vigile del proprio periodo storico, di cui avvertì con angoscia il fardello etico e la deriva tragica. Attraverso le pionieristiche ricerche condotte nel periodo fecondo e travolgente del gruppo di via Panisperna, per giungere fino al repentino, sconvolgente atto di distacco dalla comunità scientifica e dal mondo, questa ricostruzione biografica traccia il cammino di un uomo che forse si trovò, per acume e per circostanze, custode di una conoscenza talmente immane e pericolosa da ritenere impensabile rivelarla. La sua inspiegabile evaporazione dal mondo costituì, in essenza, un gesto di rifiuto estremo, una rescissione totale del patto tra lo scienziato e le forme del potere politico e militare.
La narrazione intreccia così gli elementi di un mistero storico irrisolto a una profonda meditazione sul costo esistenziale dell’intelligenza suprema e sulla corresponsabilità della ricerca scientifica di fronte alla corsa clandestina verso l’arma definitiva. In questo complesso intreccio si condensa l’analisi dell’intera parabola vitale e del dramma psichico dello scienziato siciliano, svanito nel nulla. Nel momento stesso in cui, oltreatlantico, il Progetto Manhattan iniziò a forgiare la scienza in strumento di annientamento, Majorana, avendo colto con terribile anticipo l’incubo nucleare che si andava delineando, operò una scelta individuale radicale e irrevocabile: sottrarsi, scomparire, annullare la propria stessa presenza per non divenire complice dell’orrore che vedeva profilarsi all’orizzonte della storia.

 


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Ristampa e-book “Io, prigioniero in Russia: Dal diario di Alfonso Di Michele”

14 Gennaio 2026

E’ stato pubblicato e-book “Io, prigioniero in Russia: Dal diario di Alfonso Di Michele” in Formato Kindle, a 4,99 euro, o in alternativa in libro.

Dal Gran Sasso alle steppe: la storia vera di un uomo che è sopravvissuto all’annientamento russo.

 

 

1942. Intermesoli, un piccolo borgo alle pendici del Gran Sasso. È qui che finisce la giovinezza di un ragazzo di vent’anni, strappato alla sua terra per indossare la penna nera della gloriosa Divisione Julia. Destinazione: l’inferno di ghiaccio del fronte russo.

Attraverso le pagine di un diario autografo, sopravvissuto al tempo e alla censura, riviviamo la cruda odissea di un giovane alpino. Dalle trincee spazzate dal vento, dove le ondate dell’Armata Rossa si infrangono con ferocia disumana sulle linee italiane, fino alla tragica ritirata che segnerà il destino di migliaia di soldati.

Ma la battaglia è solo l’inizio. Catturato durante l’offensiva sovietica, il protagonista viene inghiottito dallo spietato sistema dei gulag: dal campo di Tambov all’ospedale di Bravoja, fino ai campi di lavoro forzato nelle piantagioni di cotone di Taskent, in Kazakistan.

Questa non è solo una cronaca di guerra; è la testimonianza vibrante di quattro anni di sopravvivenza estrema, di fame, freddo e speranza incrollabile. Il racconto autentico di un ritorno impossibile, scritto da chi ha guardato l’abisso ed è tornato per raccontarlo.

e-book “Io, prigioniero in Russia: Dal diario di Alfonso Di Michele” in Formato Kindle, a 4,99 euro, o in alternativa in libro.

Majorana, il prezzo del genio – un’inchiesta sulla fuga e il mistero dello scienziato di Via Panisperna che intuì l’orrore nucleare

13 Gennaio 2026

Majorana, il prezzo del genio (2026) un’inchiesta sulla fuga e il mistero dello scienziato di Via Panisperna che intuì l’orrore nucleare . Il 26 Marzo 1938, Ettore Majorana scomparve improvvisamente all’età di 32 anni: fece perdere ogni traccia e non si ebbe più alcuna notizia

 

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Arriva in libreria il nuovo saggio di Vincenzo Di Michele: Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce

30 Novembre 2025

Il libro che riapre il caso di uno degli episodi più celebri e meno discussi della storia italiana.

Roma, 30/11/2025 – Arriva in libreria e negli store online il nuovo saggio di Vincenzo Di Michele, Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce, un’opera che si colloca tra le novità editoriali più discusse dell’anno nel panorama della saggistica storica.

Dopo aver pubblicato Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale, dove Vincenzo Di Michele aveva già introdotto la vicenda della liberazione di Mussolini dal Gran Sasso, anticipando l’esistenza di retroscena mai realmente chiariti e avvertendo i lettori che quello studio non era concluso. Oggi quell’indagine è arrivata a compimento.

Con questo nuovo libro, Di Michele porta a termine un lavoro iniziato nel volume precedente, è il risultato di anni di studio, riletture dei documenti, confronti tra testimonianze e fonti d’archivio. Quella che per decenni è stata raccontata come un’operazione militare “perfetta”, viene sottoposta a una revisione storica.

Nel corso della sua carriera, Vincenzo Di Michele ha pubblicato numerosi saggi, alcuni dei quali hanno suscitato ampio dibattito. Tra i suoi libri : “Io prigioniero in Russia” , Oltre 50.000 copie vendute, vincitore di numerosi premi. Il suo stile rimane riconoscibile e profondamente rispettoso dei fatti. Di Michele non riscrive la storia per provocare, ma per restituirle profondità e verità.

Quel falso mito della liberazione del Duce

Non tutte le pagine della storia sono state scritte fino in fondo. Alcune, anzi, sembrano intenzionalmente lasciate a metà, lucidate nel tempo fino a diventare mito. È da questa intuizione che nasce il nuovo libro di Vincenzo Di Michele, Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce, un saggio che rimette mano a uno degli eventi simbolo del Novecento italiano.

Il 12 settembre 1943 la propaganda trasformò il salvataggio di Benito Mussolini dal Gran Sasso in una leggenda militare. Un’azione rapida, eroica, spettacolare. Un capolavoro delle forze tedesche. È così che per oltre settant’anni è stato raccontato. Il lavoro dello storico Vincenzo Di Michele sceglie una strada diversa: smontare quella narrazione pezzo dopo pezzo, con documenti, testimonianze, fonti d’archivio e una logica semplice quanto scomoda: guardare dove per troppo tempo non si è voluto guardare.

Il libro ricostruisce le ore, i giorni e le settimane che precedettero la presunta “operazione perfetta”. Emergono contatti, passaggi di informazioni, ambiguità istituzionali, scelte politiche mai chiarite fino in fondo. Vincenzo di Michele non rincorre teorie sensazionalistiche, non forza le conclusioni. Fa qualcosa di più sottile e più potente: lascia parlare i fatti, incrocia versioni, mette a confronto documenti ufficiali e memorie personali. Il risultato è una narrazione tesa, asciutta, che somiglia più a un’inchiesta che a un semplice saggio storico.

Uno dei punti forti del libro è il ridimensionamento della figura di Otto Skorzeny, da sempre dipinto come l’artefice assoluto dell’operazione. Vincenzo Di Michele mostra come il racconto costruito nel dopoguerra abbia gonfiato ruoli, oscurato responsabilità, cancellato nomi. Non per spirito polemico, ma per correttezza storica. Quando la storia diventa leggenda, qualcuno decide sempre cosa va ricordato e cosa va dimenticato.

Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale

Come anticipato, questa nuova opera si inserisce nel percorso che l’autore ha intrapreso con il libro pubblicato nel 2024, Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale. In quel volume, Di Michele aveva già messo in discussione decine di episodi rimossi, addolciti o semplificati: la fuga dei criminali di guerra, i silenzi delle istituzioni, le sofferenze civili. Il filo conduttore è evidente. Non è ricerca di scandalo, è ricerca di completezza e presa di coscienza.

Campo Imperatore 1943 è una naturale prosecuzione di quel lavoro. Qui il focus si stringe su un solo evento, ma il metodo resta lo stesso: verificare, confrontare, riaprire archivi, rileggere testimonianze. Il risultato è un libro che non offre risposte facili, ma pone domande difficili. Di quelle che restano in testa. Di quelle che costringono a rileggere la storia con occhi meno indulgenti.

Da un punto di vista stilistico, il volume si distingue per un tono misurato. Niente proclami. Niente attacchi frontali. La scrittura è pulita, lineare, quasi giornalistica. Ogni capitolo costruisce il precedente. Ogni documento apre un dubbio. Ogni testimonianza incrina una certezza. È un libro che non urla, ma insiste. E proprio per questo colpisce.

Chi è Vincenzo Di Michele

Vincenzo Di Michele è una figura atipica nel panorama della saggistica storica italiana. Scrittore, giornalista pubblicista, laureato in Scienze Politiche, lavora da anni sulla memoria e sulla rilettura critica degli eventi del Novecento. Non appartiene alla storiografia accademica tradizionale, e forse proprio per questo riesce a mantenere una libertà di sguardo che si riflette in ogni sua opera.

La sua attività si muove tra archivi, testimonianze dirette, documenti dimenticati e fonti spesso trascurate. Il suo lavoro nasce da una convinzione semplice: la storia non è mai definitiva. Può essere riletta, approfondita, corretta.

Con Campo Imperatore 1943 – Quel falso mito della liberazione del Duce firma un’opera destinata a far discutere, ma anche a durare. Un libro che non si consuma in una polemica, ma si deposita, lentamente, come una domanda aperta sulla coscienza storica del Paese.

Contatti
Vincenzo Di Michele
Sito Web: https://www.vincenzodimichele.it
e-mail: [email protected]

 

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