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Le scomode verità nascoste nella II guerra Mondiale

13 Gennaio 2024
Il nuovo libro di Vincenzo Di Michele
Recensione dello storico Giuseppe Lalli nella rivista Italiani nel Mondo

Vincenzo Di MicheleDurante il secondo conflitto mondiale, i militari erano costretti all’utilizzo del preservativo e a subire cure mediche, compresa una soluzione disinfettante applicata nella zona genitale. Al contrario, le donne erano considerate semplici oggetti da sfruttare.

Durante il massacro degli ebrei, i soldati al servizio di Hitler si giustificarono in modo ignobile affermando: “Ho solamente seguito gli ordini”. Al tempo stesso, l’intera popolazione tedesca abbassò lo sguardo, rifiutandosi di vedere la realtà. Una donna sopravvissuta ai campi di concentramento raccontò: “Avrei preferito essere trattata come un cane. Ci incitavano ad attaccare e ci morsicavano genitali e seno, ricevendo poi eccessive dimostrazioni di affetto e carezze come ricompensa”.

Il lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki è stato una decisione imprudente, pianificata e disastrosa da parte dell’esercito americano. Questa minoranza al potere ha rifiutato di considerare alternative valide proposte da una vasta maggioranza di persone ragionevoli, tra cui scienziati e figure di spicco.

Inoltre, emergono altre verità scomode, come la misteriosa scomparsa dello scienziato italiano Ettore Majorana, consapevole del grave pericolo legato all’arma atomica, e la complicità del governo statunitense nella fuga dei criminali nazisti, inclusi i loro scienziati. L’impiego di questi ultimi da parte degli Stati Uniti è stato uno strumento nella prossima lotta tra gli USA e l’URSS nell’era della guerra fredda.

Copertina le scomode veritànascoste nella II guerra mondiale (PDF)
Recensioni “Le scomode verità nascoste nella II Guerra Mondiale” (PDF)

Il racconto del capitano della Lazio su Franz Beckenbauer nella loro esperienza calcistica al Cosmos, dal libro di Vincenzo Di Michele: “Pino Wilson vero capitano d’altri tempi”

11 Gennaio 2024

Vincenzo Di MicheleArrivai al Cosmos all’età di 33 anni, nel pieno della mia maturità calcistica. Appartenendo a una squadra di vertice del campionato e avendo giocato in Nazionale e anche ai mondiali del ’74, pensavo in quei tempi, di aver oramai raggiunto il mio apice calcistico. Invece fu proprio  il campo a smentirmi grazie al  contatto gomito a gomito con quei campioni, ogni giorno negli allenamenti. Pelé: una storia a parte. Ogni volta che arrivava al campo, con umiltà e dedizione si metteva a palleggiare per più di un’ora. Vedevi quella palla accarezzata e coccolata dai suoi piedi che prendeva traiettorie funamboliche. Per non parlare della tecnica e della potenza balistica di Carlos Alberto, il capitano della Nazionale brasiliana campione del mondo nel 1970 in Messico. Però il giocatore che mi diede la possibilità di arricchire ulteriormente il mio bagaglio tecnico,poiché giocava nel mio stesso ruolo, è stato proprio Franz Beckenbauer. Con lui affinai la chiave di lettura dell’azione in via anticipata giacché la sua notevole intelligenza tattica, gli permetteva una visuale di ampio raggio.

A proposito di Beckenbauer, come non raccontare questa storia?

In quel campionato, non giocai nella mia solita posizione. Del resto,nel ruolo di libero non giocava uno qualsiasi, bensì un certo Franz Beckenbauer. Quel giorno si  giocava una partita decisiva per l’ assegnazione del titolo. Faceva molto caldo e faticavamo molto in campo e le energie venivano sempre meno. Nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo, dopo una prima parte della gara giocata in maniera pessima della nostra squadra, mi avvicinai a Chinaglia e gli dissi che Beckenbauer era in giornata no. Praticamente,la sua prestazione stava condizionando negativamente l’andamento di tutta la squadra. Appresa la mia comunicazione, Giorgio dapprima mi guardò un po’ perplesso, poi replicò:
“Ma sei sicuro?”.

Gli risposi: “Certo che sì!”. Quindi, si allontanò.

Dopo circa un minuto lo vidi mentre si defilava in un colloquio appartato con l’allenatore Eddie Firmani. Udii solamente Chinaglia che testualmente stava così ribattendo al nostro allenatore, in modo imperioso: “Sì! Il tedesco! Hai capito bene! Deve uscire il tedesco!”. Come rientrammo in
campo, notai che Beckenbauer era stato sostituito. Fortunatamente nel secondo tempo la partita si tramutò positivamente e la vincemmo, ma non ho ancora il coraggio di pensare alla possibile reazione di Chinaglia e a tutte le conseguenze per via di quella forzata esclusione di Beckenbauer, nel caso l’avessimo persa.

Grazie Pino, il tuo ricordo continua a vivere nei tuoi racconti

Vincenzo Di Michele

Copertina e retrocopertina libro Pino Wilson

Copertina e retrocopertina libro Pino Wilson

Il 16 luglio 2021 alle ore 18 Vincenzo Di Michele al Castello Caetani di Trevi nel Lazio, presenta la II edizione del Premio Mario Mariozzi

14 Luglio 2021


Il 16 luglio 2021 alle ore 18  Vincenzo Di Michele al Castello Caetani di Trevi nel Lazio,  presenta la II edizione del Premio Mario Mariozzi

IL Pallone nel cuore , l’uomo e le storie  nella II edizione del premio Mario Mariozzi.

Con la partecipazione di Francesco Repice (radiocronista RAI) Giuseppe Incocciati (tecnico ed ex calciatore Milan e Napoli), Maurizio Stirpe ( Presidente del Frosinone), Massimo Pulcinelli (Presidente dell’Ascoli),  Giacomo Faticanti ( calciatore as Roma) Americo Mancini (giornalista gr1 RAI).

Interverrà Antonio Tajani, Presidente della Commissione per gli Affari Costituzionali Del Parlamento europeo

Presenterà l’evento lo scrittore Vincenzo Di Michele e l’appuntamento è fissato per venerdì 16 Luglio al Castello Caetani di Trevi nel Lazio,

Novità editoriale – La nuova versione del libro “Io prigioniero in Russia” con oltre 55.000 copie vendute e vincitore di premi storici è stata pubblicata con Edizioni Vincenzo Di Michele

12 Luglio 2021
Nel suo diario autografo un giovane alpino della divisione
Julia racconta la sua cruda avventura durante la seconda
guerra mondiale. La sua infanzia; la partenza in guerra; la
prima linea in battaglia con i russi che ubriachi di vodka si
gettavano con ferocia all’assalto frontale contro le truppe
italiane; la marcia verso i campi di concentramento e la
lunga permanenza nei gulag sovietici e infine l’insperato
ritorno a casa dopo quattro duri anni.
 
GENNAIO 1943: IL mio ingresso al Campo di prigionia di TAMBOV
Se avessero scritto su un cartello all’ingresso di quel maledetto
lager,“Benvenuti all’inferno”, la realtà non sarebbe poi stata
tanto diversa. Nel periodo della mia permanenza a Tambov, che
va da gennaio 1943 a maggio del 1943, si riscontrò un tasso di
mortalità del 90%. Detto in parole povere, ogni cento uomini
che entrarono in quel campo, solo dieci e abbastanza malconci
rimasero indenni. “E anche io, malgrado tutte le disavventure,
sono stato tra quei fortunati baciati dalla sorte”.

 

Intervista di Lide magazine New York in esclusiva con Vincenzo Di Michele

28 Aprile 2021

Qui puoi leggere l’intervista

Il libro “Alla ricerca dei dispersi in guerra” di Vincenzo Di Michele è acquistabile in EDICOLA a Euro 9,90 in allegato ai quotidiani: Il Messaggero Veneto; Il Piccolo; IL Mattino di Padova; Il Corriere delle Alpi; La Tribuna di Treviso; La Nuova di Venezia e di Mestre.

27 Aprile 2021
La prima tappa era alla stazione dei treni dove attendevamo e trepidavamo alla vista dei lenti convogli carichi di reduci miracolati. In una manciata di minuti si consumava amaramente quella lunga e speranzosa attesa. «Niente da fare, anche quel giorno, mio padre non era presente.» A seguire ci contattò un individuo che in cambio di denaro ci forniva notizie di mio padre disperso in Russia. Scoprimmo però che era solo un raggiro. Aveva infatti già contattato diverse famiglie per truffarle e cosa più grave: per illuderle.”
 
Il libro “Alla ricerca dei dispersi in guerra” di Vincenzo Di Michele è acquistabile in EDICOLA a Euro 9,90 in allegato ai quotidiani: Il Messaggero Veneto; Il Piccolo; IL Mattino di Padova; Il Corriere delle Alpi; La Tribuna di Treviso; La Nuova di Venezia e di Mestre.
 

Il Libro Cefalonia Io e la mia storia in allegato al Mattino di Padova dal 13 marzo

16 Marzo 2021

Il Libro “CEFALONIA; IO E LA MIA STORIA”  è acquistabile in EDICOLA dal 13 Marzo a Euro 9,90 in allegato al quotidiano: Il Mattino di Padova

 

 

il Libro Animali in guerra Vittime innocenti in allegato al messaggero Veneto , Il Piccolo, Il Corriere delle Alpi e la Nuova Venezia dal 13 marzo

11 Marzo 2021

Clicca qui per visualizzare la locandina

DEDICATO AGLI STUDENTI CHE NEGLI ANNI A SEGUIRE STUDIERANNO QUESTI ARGOMENTI AFFINCHE’ ASSUMANO UNA CAPACITA’ CRITICA E DI RAGIONAMENTO e SOPRATTUTTO DI REVISIONISMO

13 Settembre 2020

Il 12 settembre 1943, Mussolini, tenuto prigioniero al Gran Sasso, fu liberato dall’ azione militare dei soldati tedeschi senza alcuna reazione del corpo di guardia. Nessuno degli agenti di custodia sparò un colpo.

La propaganda nazista – con cineoperatori al seguito che ripresero la scena della liberazione in ogni frangente – diffuse però una versione della liberazione inneggiando all’eroica impresa dei loro paracadutisti. In onore a coloro che affronteranno negli anni a venire nei banchi di scuola questo argomento, si deve necessariamente alzare la mano e porre l’attenzione degli studenti su un’altra versione perché questa è una storia tutta da riscrivere.

Tanto per iniziare:

Chi potrà mai credere che il tenente dei carabinieri Alberto Faiola, il comandante del corpo di guardia a Campo Imperatore, in quei gior¬ni di settembre del 1943 in cui Mussolini era prigioniero al Gran Sasso, abbia invitato un certo Alfonso Nisi insieme ad altri due amici? Chi mai crederà che Alfonso Nisi giocò a carte con il Duce, alloggiò nello stesso albergo per diversi giorni e addirittura predisse allo stesso Mussolini la sua liberazione da parte dei tedeschi?Son sicuro che il lettore che leggerà queste prime pagine vorrà an¬dare subito al sodo, e quindi vorrà avere un’immediata risposta su tal Alfonso Nisi.

Sono poi più che certo che qualche storico, sostenitore della brillantezza della “Operazione Quercia”, e della perfezione dell’impresa militare, tra cui il totale recupero da parte dei paracadutisti tedeschi di armi, munizioni e di tutte le strumentazioni di bordo presenti negli alianti, manifesterà immediate perplessità. Si chiederà infatti, sbirciando sommariamente qualche pagina, come sia stato mai possibile che Quinto Cortellini, un pastorello abruzzese di tredici anni, si fosse appropriato delle munizioni e di tutto l’armamentario che era a bordo degli alianti.

Inoltre, guardando qualche immagine presente nel libro, salta all’occhio una comprovata documentazione capace di rivelare un ulteriore lato nascosto: a soli trenta minuti di marcia, c’era un altro rifugio, il “Duca degli Abruzzi”, ancor più strategico e affidabile, il quale era addirittura in uso all’Aeronautica Militare.

Per non parlare di un’altra soluzione che non è stata per nulla presa in considerazione: “C’era la possibilità di intraprendere la via di fuga verso il versante Teramano. Proprio al riguardo, c’erano persino delle persone, in grado di portare Mussolini verso luoghi sicuri”.

Però, la novità più convincente nel senso di una testimonianza diretta, personale e pienamente attendibile è stata quella del novantenne Nelio Pannuti, il quale mi rilasciò una dichiarazione scritta a proposito di Mussolini al Gran Sasso. Pannuti era un carabiniere allora ventenne che nel settembre 1943 prestava servizio al Gran Sasso. Lui era proprio l’agente addetto alla sorveglianza personale di Mussolini.

Sempre in tema di novità: come non parlare delle ultime rivelazioni, grazie alla recente pubblicazione del memoriale (redatto però nel lontano 1944) di Fernando Soleti, il generale italiano che fu portato come ostaggio dai tedeschi a Campo Imperatore.

Proprio grazie alla contraddittoria testimonianza del generale Soleti or pubblicata, si concretizza la verità storica sempre tenuta nascosta: “La complicità del Governo Badoglio nella consegna di Mussolini ai tedeschi”.

La riprova di quanto affermato risiede in una testimonianza che passò del tutto inosservata. Karl Radl, l’aiutante di Skorzeny, terminata la guerra emigrò in Argentina e nel 1954 pubblicò le sue memorie in lingua spagnola nel libro Yo rescate a Mussolini. Raccontò una versione nei dettagli degli avvenimenti inerenti all’operazione Quercia, e nel resoconto degli avvenimenti si contrappose sia alla versione di Soleti,sia a quella del finto eroe della liberazione di Mussolini al Gran Sasso : “ Il tenente Skorzeny” .

Anteprima editoriale di Vincenzo Di Michele con il nuovo libro : Alla ricerca dei dispersi in guerra

22 Maggio 2020

Commenta l’autore del libro: “Nel ricordo delle migliaia e migliaia di soldati caduti in guerra, non c’è solo la mia storia, ma quella di tante altre famiglie.

Nessuno vorrebbe più ricordare, ma a volte, nonostante siano trascorsi più di settant’anni, il desiderio di verità è più che mai indomo laddove ci sono ancora molte persone mosse da rancori ancora vivi che vogliono raccontare quel qualcosa che hanno sempre tenuto nascosto” .

Dal fronte greco a El Alamein fino al fronte russo, rancori ancora vivi nelle pagine di un racconto storico dove si narrano le problematiche dei familiari  nella ricerca dei propri Cari dispersi in guerra.

E ancora: da Suzdal a Tambov, da Mičurinsk a Nekrilovo, da Oranki a Krinovaja, fino ai campi di prigionia nelle regioni del Kazakistan e Uzbekistan, vengono descritte attraverso le testimonianze dei reduci, le sofferenza patite dai prigionieri italiani nei lager sovietici.

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