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In ricordo della mia maestra Suor Maria Laura Mainetti. La Suora di Chiavenna Figlia della Croce, dal suo alunno Vincenzo Di Michele

27 Ottobre 2009

In ricordo della mia maestra Suor Maria Laura Mainetti La Suora di Chiavenna Figlia della Croce

Foto di classe

dal suo alunno Vincenzo Di Michele

La sera del 6 giugno 2000, a Chiavenna, una telefonata allerta suor Maria Laura Mainetti “ Era una certa “Erika” che riferiva di essere rimasta incinta in seguito a una violenza domestica. In realtà la ragazza si chiama Milena ed assieme ad altre due coetanee, Veronica e Ambra, aveva architettato quella che fu poi una folle trappola omicida. Suor Maria Laura non ci pensò poi tanto; forte della sua spontaneità e nel suo modo di essere sempre pronta verso il prossimo, sola, uscì dal convento senza avvisare le forze dell’ordine o qualcun altro che poteva esserle d’aiuto. D’altronde il suo modus operandi è stato sempre quello di un sostegno immediato e senza tanti perché . Era così Suor Maria Laura; sempre attenta e disponibile nel prodigarsi verso il prossimo. Son passati oramai quasi 40 anni dai quei primi degli anni 70, ma lo ricordo come fosse ora. Suonava la campanella e tutti noi bambini andavamo a mensa . Lei però non aveva tempo per il pranzo, era troppo indaffarata con le molte persone che la cercavano e non sempre riusciva ad essere puntuale per l’inizio delle lezioni pomeridiane. Quando rientrava poi in classe, ci raccontava delle sue vicissitudini . Così i nostri momenti insieme li trascorrevamo tra didattica e riflessioni di vita . E forse, sono proprio quest’ultimi quelli che mi sono rimasti più propri di lei. Quando poi incontrai Suor Beniamina Mariani ,“ illo tempore” Preside della Scuola Santa Giovanna Elisabetta nonché attuale autrice del libro “ Suor Maria Laura di Chiavenna ” la prima cosa che sussurrò a mio figlio Matteo era proprio quella inerente ai miei ben 11 anni trascorsi in quella scuola lì dove la mia condotta indomita e ribelle si era espressa al meglio di sé. Eh beh ! in effetti ero alquanto peste e discolo e tra richiami , sgridate fino ad arrivare all’allora insolito provvedimento di sospensione dalla scuola per ben 7 giorni emesso nei miei confronti affinché assumessi un comportamento più pacato, lasciai un indelebile traccia nel ricordo di tutte le Suore dell’Istituto . Ebbene in Suor Maria Laura non riesco però a ricordare un solo momento in cui abbia alzato la voce o abbia avuto un minimo diverbio nei miei confronti benché ce ne fosse tanto bisogno. Di fatto , l’immagine scolpita nella mia mente è forse quella che il destino ha voluto fosse associato a lei . Una persona mite che con i suoi modi sapeva attendere e comprendere le carenze del carattere altrui . Non posso poi sottacere una dedita citazione per Suor Beniamina Mariani che sorvolando giustamente sui fatti dell’uccisione quali oggetto di attenzione dei canali mediatici si è invece concentrata su Suor Maria Laura , quindi , sulla descrizione ed elevazione delle sue doti . Alla stregua dell’ultimo assunto quanto mai gradita è la missiva qui riportata dell’autrice del libro Suor Beniamina Mariani

Caro Enzo,

grazie per il tuo ricordo di Suor Maria Laura : è fresco e spontaneo come sei tu.

Se mi permetti, però, vorrei completare alcune tue affermazioni. Sì, è vero che eri un discolo, ma io a Matteo ho ricordato un papà simpatico, sincero e buono… E tuo figlio mi sembrava d’accordo.

Riguardo Suor Maria Laura debbo farti notare che è vero che era spontanea nel donarsi, ma quella sera, prima di uscire, visto che tutte le suore si erano già ritirate nelle rispettive camere, aveva chiamato il Parroco. Sì perché gli aveva confessato di avere un po’ paura e l’aveva pregato di trovarsi sulla piazza dell’appuntamento: come è avvenuto. Purtroppo, però, Suor Maria Laura, credendo di essere arrivata a convincere la ragazza a trascorrere la notte in collegio, non aveva accettato altra disponibilità da parte di Don Ambrogio.

Ci tengo a precisare questo perché non voglio far apparire la mia consorella una sprovveduta.

Comunque tu l’hai ben conosciuta!

Era davvero una donna pienamente donata, che fin dalla giovinezza aveva risposto generosamente ad una sollecitazione ricevuta da un sacerdote: “Devi fare della tua vita qualcosa di bello per gli altri”.

Tu accenni al libro che ho scritto “Suor Maria Laura Mainetti, la suora di Chiavenna ” Ed. S. Paolo.

Qui, più che focalizzare il tragico fatto di cronaca del 6 giugno 2000, mi soffermo sulla figura di Suor Maria Laura, poiché, come scriveva l’allora vescovo di Como Mons.Maggiolini che desiderava conoscere la suora nella sua vita quotidiana, “non si conosce il tramonto se non a partire dall’alba…l’epilogo (la morte) è preceduto da una sorta di martirio di ogni giorno”.

Ho cercato di presentare questa donna semplice, gioiosa, determinata che non aveva nulla di straordinario se non l’amore.

L’amore per “Gesù Risorto che, incarnato nella mia storia quotidiana, mi ama, mi perdona, mi rinnova e non mi abbandona mai”.

L’amore per “ogni persona in quanto tale e in quanto incarnazione del Cristo, particolarmente per i piccoli, i giovani e i meno amati”.

Questa è Suor Maria Laura che continua a percorrere le strade dell’Italia e non solo, con la sua testimonianza di donazione senza limiti che si è espressa in modo sublime là, in quella viuzza oscura quando le tre ragazze la pugnalavano e lei pregando chiedeva perdono per loro.

Ciao Enzo.

Non dimenticare che spesso dai discoli escono i Santi più affascinanti!

Suor Beniamina Figlia della Croce

Intervista di Vincenzo Di Michele rilasciata alla radio internazionale Russa “LA VOCE DELLA RUSSIA”

27 Settembre 2009

Il figlio di un soldato italiano: “si deve dare onore alla Russia”

Niva Mirakyan ed Elena Kovalenko – 1.07.2011, 18:52

ASCOLTA L’INTERVISTA A VINCENZO DI MICHELE

[audio:https://www.vincenzodimichele.it/wp-content/uploads/2011/07/Intervista-di-Vincenzo-Di-Michele-rilasciata-alla-radio-internazionale-Russa-LA-VOCE-DI-RUSSIA.mp3]

Il destino dei soldati italiani che combatterono in Russia. A giudicare dalla posta redazionale, questo tema rimane caldo in Italia. Nell’anno del 70 anniversario dell’inizio della guerra della Germania nazista contro l’Unione Sovietica, che in Russia viene chiamata Grande Guerra Patriottica, “si deve dare onore alla Russia”,- ha deciso il figlio del soldato, scrittore Vincenzo Di Michele che combatté in Russia.

Intanto il nostro assiduo ascoltatore e Presidente dell’Associazione dei radioascoltatori italiani Giancarlo Venturi ci chiede di trovare negli archivi il Notiziario N 630 di Radio Mosca, constatando che 70 anni fa l’Italia combatté dalla parte ingiusta. Sopravvissuti nei sanguinosi combattimenti a Stalingrado, durante il gelido inverno russo, nei lagher della morte, nel dopoguerra tentarono di raccontare di tutto ciò nei loro libri come, per esempio, “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern. Ed ora giò i figli di quei soldati scrivono i propri libri su questo tema eterno.

Il libro di Vincenzo Di Michele “Io, prigioniero in Russia” basato sul diario del suo padre Alfonso Di Michele e’ stato un vero successo per l’autore. La cifra di 50 mille copie gia’ vendute fa impessione. Il libro racconta la storia di un giovane ragazzo abruzzese che nel 1942 e’ stato mandato a combattere in Russia a ridosso del Fiume Don e ha sopravvissuto nella prigione russa grazie paradossalmente alle donne russe. Con Vincenzo Di Michele parla il nostro corrispondente Niva Mirakyan.

Corrispondente: La “Grande Guerra Patriottica”, cosi e’ chiamata in Russia la Seconda Guerra Mondiale, e’ stato il periodo piu tragico della storia dell’ex-Unione Sovietica. Perchè Lei ha deciso di affrontare quest’episodio epocale?

Di Michele: Perchè mio padre prima di morire nel 1993, dopo ben 40 anni, ha deciso di scrivere un diario raccontando la sua guerra in Russia. E, quindi, ha raccontato la sua avventura di un giovane ventenne che e’ andato a combatere in Russia nella Seconda Guerra Mondiale. E,quindi, ho sentito il dovere di rendere una nuova visione storica, un nuovo panorama storico come mai prima si era raccontato perchè si e’ parlato sempre di strategie di guerra ma non della guerra di ragazzi di 20 anni e del popolo italiano e del popolo russo.

Corrispondente: Che cosa ha scoperto della Russia e dei russi mentre faceva la ricerca per il Suo libro, che non sapeva prima?

Di Michele: Un popolo di grande umanità. E’ stato sempre descritto nei libri… diciamo di queste sofferenze patite dagli italiani per via dei russi. Indubbiamente, la guerra e’ guerra, ma quello che non sapevo e’ stata l’umanità e soprattutto delle mamme russe perchè se io devo raccontare per quale motivo io sono ancora in vita, lo devo alle mamme russe che hanno aiutato tanti, tanti italiani.

Corrispondente: Che impressione ha fatto la Russia sul protagonista del Suo libro e come si e’ sentito li?

Di Michele: La Russia era un glomerato in mezzo della Seconda Guerra Mondiale perchè parlavamo ancora dell’Unione Sovietica. Io, quindi, tutta questa storia l’ho dovuta rivivere attraveso i racconti di mio padre. E non si puo negare come questi migliaia di morti che ci sono state, lo stesso mio padre ha fornito una nuova lezione perchè neanche la Russia si aspettava quell’enorme massa di prigionieri che hanno fatto. E poi si deve dire anche un’altro racconto che nessuno mai mette in evidenza. Gli stessi russi hanno avuto milioni e milioni di morti perchè addirittura, se non erro sono stati 20 milioni, hanno avuto piu perdite umane. Ma io di queste storie, però, di un ragazzo ventenne, di queste storie d’amore che si sono venute a verificare con dei prosegui nel tempo, le vorrei raccontare e anche tradurle in russo perchè e’ stato un nuovo modo adesso di vedere questa storia – non piu racconti militari e racconti di guerra ma racconti di popoli, racconti di decrezioni. Mio padre mi ha descritto le isbe e le mamme russe, quelle che facevano nella vita. Cioè, che hanno fatto nella vita vera. E’ una nuova realtà per noi italiani che non conoscevamo. Per questo con questo libro sono state vendute 50 mille copie e ho vinto premi alla memoria storica

Corrispondente: Perchè a Suo avviso, oggi, nel 2011, e’ ancora importante scrivere dei libri sulla Seconda Guerra Mondile?

Di Michele: Perchè e’ importante il revisionismo storico. Fino adesso hanno descritto la Russia come un luogo di sofferenza dove sono morti tanti italiani. E’ vero, lo devo dire, sono morti tanti italiani e anche tanti russi però si deve dare onore alla Russia. Innanzitutto, che il popolo italiano e’ andato li a combattere e quindi abbiamo invaso e poi la Russia come si sono trovati questa guerra in casa e nessuno ha mai messo in evidenza l’umanità di questo popolo, un grande umanità, e un grande aiuto e se io sono ancora qui oltre alle mame russe e’ stato per vie di queste ragazze, forse ci sono state anche storie d’amore, i famosi “italiansky khorosho”. Ma grazie a loro, grazie alla Russia io ho raccontato nuovi particolari, una nuova nazione che forse merita di essere approfondita.

Corrispondente Nel film-culto sovietico sulla Grande Guerra Patriottica “Il padre di un soldato” girato nel lontano 1964, il padre seguì il tragico destino di suoi figlio. Nel nuovo millennio il figlio del soldato Vincenzo Di Michele, attraverso il destino di suo padre ha raccontato degli italiani, che combatterono in Russia e videro con i propri occhi le sofferenze e l’onore del popolo russo. Il figlio del soldato ha deciso che si deve dare onore alla Russia.

Dalla radio ” La Voce della Russia ” Avete ascoltato il servizio del nostro corrispondente Niva Mirakyan.

Intervista di Vincenzo Di Michele rilasciata alla Televisione SKY, can 835, AB CHANNEL & L’ABRUZZO

1 Settembre 2009

Dal giornale “Il Centro”: L’odissea di un alpino Teramano raccontata ai Russi

14 Agosto 2009

Dal giornale "Il Centro":  L'odissea di un alpino Teramano raccontata ai Russi

Intervento alla camera dei Deputati del relatore Di Michele Vincenzo con dibattito sulla normativa agricola ed impatto ambientale e problematiche sui veicoli storici e trattori d’epoca

3 Agosto 2009

Intervento alla camera dei Deputati del relatore Di Michele Vincenzo con dibattito sulla normativa agricola ed impatto ambientale e problematiche sui veicoli storici e trattori d\’epoca 1/2

Intervento alla camera dei Deputati del relatore Di Michele Vincenzo con dibattito sulla normativa agricola ed impatto ambientale e problematiche sui veicoli storici e trattori d\’epoca 2/2

Interventi televisivi da parte di Vincenzo Di Michele ai programmi televisivi sulle testimonanze e sulla rivisitazione della storia

3 Agosto 2009

Interventi televisivi da parte di Vincenzo Di Michele ai programmi televisivi sulle testimonanze e sulla rivisitazione della storia 1/3

Interventi televisivi da parte di Vincenzo Di Michele ai programmi televisivi sulle testimonanze e sulla rivisitazione della storia 2/3

Interventi televisivi da parte di Vincenzo Di Michele ai programmi televisivi sulle testimonanze e sulla rivisitazione della storia 3/3

Vincenzo Di Michele omaggia il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni con il libro ” Io prigioniero in Russia” alla manifestazione Estate in XX

3 Agosto 2009

Vincenzo Di Michele omaggia il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni con il libro “Io prigioniero in Russia” alla manifestazione Estate in XX

Serata Conclusiva a Estate in xx ed elezione di MISS XX MUNICIPIO 2009

21 Giugno 2009

Domenica 21 Giugno alle ore 20,30 al Parco della Pace in via di Grottarossa 207 si svolgerà la serata conclusiva della manifestazione “ Estate in xx” , quale evento socio culturale dedicato alla cultura, sport e migliore integrazione della Comunità. L’evento di richiamo della serata presentata da Angelo Martini conduttore Rai 2 del programma” Numeri Uno”, è la sfilata in passerella di affascinanti ragazze per il conferimento della prestigiosa fascia “ Miss xx Municipio 2009” . Presenzieranno l’evento: il Presidente del XX Municipio Gianni Giacobini, l’Ass. alla cultura Marco Perina, il promotore di “ Estate in XX “ Giuseppe Calendino, il Cons. Comunale con delega alle pari opportunità Lavinia Mennuni , i deputati On. Fabio Rampelli e On. Marco Marsilio. Tra gli ospiti in giuria per il mondo della cultura e dello spettacolo saranno presenti : il principe Guglielmo Giovannelli, Alessandro Rispoli produttore del programma “ Tappeto Volante”, l’attore Maxi Gigliucci del programma Rai 1 “ Festa Italiana”, lo scrittore Vincenzo Di Michele autore del libro “ Io prigioniero in Russia”, l’avv. Leopoldo Lombardi presidente Associazione Fonografici Italiani, il regista e conduttore Raffaele Festa Campanile, la cantante Jessica Morlacchi vincitrice Sanremo 2001 con il gruppo Gazosa , l’attore Enzo Garramone e il Mago Eldin di Rai Notte. Per informazioni ed altro consultare il sito www.estateinxx.it

Serata Conclusiva a Estate in xx ed elezione di MISS XX MUNICIPIO 2009

Intervista di Paolo Tolotti in occasione conferimento PREMIO DI CULTURA E VITA ALPINA

17 Giugno 2009

PREMIO DI CULTURA E VITA ALPINA ASSEGNATO AL GIORNALISTA ROMANO VINCENZO DI MICHELE

“IO, PRIGIONIERO IN RUSSIA” RAGGIUNGE LE 20.000 COPIE VENDUTE

Il Premio di Cultura e Vita Alpina, assegnato ad aprile 2009 presso l’Oratorio dei Disciplinanti a Finale Ligure, è stato istituito dall’ing. Alberto De Cia per onorare la memoria del padre, Gen. Di Divisione Amedeo De Cia, un grandissimo alpino che ha avuto una lunga carriera partecipando a tre guerre e meritando sul campo numerose onorificenze per il valoroso e talora eroico comportamento: fu tra l’altro tra i primi a varcare il Piave nella riscossa di Vittorio Veneto successiva alla disfatta di Caporetto subita dall’esercito italiano durante la prima guerra mondiale. Sul finire della sua carriera il Generale De Cia ebbe il comando della Scuola Allievi Ufficiali di Bassano, fino a raggiungere i massimi incarichi militari in ambito alpino. Il premio “Amedeo De Cia” è rivolto a coloro che ripropongano alle attuali generazioni i valori della cultura alpina, ad uomini di montagna che si siano distinti in gesti di speciale sensibilità umana tesi a perpetuare lo spirito alpino e ad alpini in armi che con il loro agire ricalchino i tradizionali valori degli alpini. Quest’anno il premio è stato assegnato al giornalista romano Vincenzo Di Michele per l’attenta opera letteraria delle memorie del padre, Alfonso Di Michele, reduce dalla campagna di Russia.

La Famiglia Di Michele, infatti, originaria di Pietracamela, nell’Appennino Abruzzese, vide nel 1942 l’arruolamento nel corpo degli Alpini, Battaglione L’Aquila, del figlio minore Alfonso appena ventenne, con destinazione il fronte Russo. La spedizione militare dell’ARMIR, L’Armata Italiana in Russia voluta da Benito Mussolini, si rivelò uno dei peggiori disastri militari della storia italiana con circa 30.000 morti sui campi di battaglia e 60.000 morti nei brutali campi di concentramento russi, dai quali ben pochi prigionieri poterono fare ritorno a casa, riportandone inoltre segni indelebili nel corpo e nello spirito. Alfonso fu uno dei 10.000 reduci che poté fare ritorno al suo paese dopo quattro anni di prigionia trascorsi tra i campi di concentramento Siberiani e i campi di lavoro nel Kazakistan, nei quali venne sistematicamente negata ai prigionieri, assieme ai più elementari diritti, anche la dignità di persone umane.  Nella biografia di Alfonso Di Michele si ripercorre con gli occhi di uno dei diretti protagonisti, una pagina di storia italiana ed europea, che ha il pregio di far riflettere il lettore di oggi sul significato della guerra e della pace oltre che sul valore degli alpini che vi presero parte. Dopo aver fatto ritorno alla sua terra ed alla sua famiglia, Alfonso fu costretto a convivere per tutta la vita con i malanni derivanti dalle sofferenze e dalle privazioni patite e nascose dentro sé stesso la memoria indelebile della sua prigionia, condivisa nel corso della sua vita unicamente con l’amico Dante Muzi, a sua volte reduce dalla Russia. Abbiamo rivolto all’autore di “Io, prigioniero in Russia”, Vincenzo Di Michele, alcune domande:

Come è nata l’idea dell’opera?: Mio padre ha sempre raccontato in modo generico e distaccato la sua avventura in Russia come se quella storia non gli appartenesse; ma io intuivo che i suo scarni resoconti, ripetuti in famiglia a cantilena, nascondevano ben altro. Quando dopo la sua scomparsa ho potuto leggere il suo diario di quegli anni ne sono rimasto profondamente toccato e ho sentito l’esigenza di rintracciare l’amico Dante Muzi, del quale avevo sentito parlare da parte di mio padre, per poter raccogliere ulteriori testimonianze.

Che cosa l’ha spinta a raccontare dei fatti della vita di suo padre ad oltre sessant’anni dal loro svolgimento?: Mi sono reso conto dal diario e dalle testimonianze raccolte, di quali vicende avessero affrontato mio padre ed i suoi sfortunati commilitoni, ed ho sentito il dovere oltre al desiderio di pubblicare quest’opera, per testimoniare ed onorare la memoria di mio padre e dei tanti che come lui hanno partecipato alla campagna di Russia senza averne potuto raccontare l’esito.

Qual’è stata l’accoglienza riservata al suo libro?: Ho ricevuto diversi riconoscimenti ma ciò che mi ha colpito maggiormente è l’interesse riscontrato da parte dei lettori. Fino ad oggi sono state vendute 20.000 copie di “Io, prigioniero in Russia”; attualmente sto pensando alla possibilità di trarne una versione cinematografica..

Ha intenzione di dare un seguito ad “Io, prigioniero in Russia”?: Si sono attualmente impegnato nella raccolta di materiale inedito in merito alle vicende dei reduci dalla Russia. Chiunque voglia raccontare la propria storia o quella dei propri familiari può mettersi in contatto con me tramite il sito internet www.vincenzodimichele.it. Tra l’altro attraverso il mio sito ho già potuto mettere in contatto familiari di militari scomparsi in Russia con reduci che a distanza di anni hanno potuto raccontare di loro.
Vincenzo Di Michele con “Io, prigioniero in Russia” ha ricevuto inoltre il premio Baiocco alla memoria storica ed è stato encomiato dal Presidente della Repubblica Italiana.

Vincenzo Di Michele presenta in conferenza stampa la manifestazione  Estate in XX

5 Giugno 2009

5-Giugno-2009 | 15:30 | Invia questo articolo ad un amico

Una manifestazione culturale, sportiva, di intrattenimento ma anche di incontri e dibattiti. Questo sarà la terza edizione dell’evento Estate in XX presentata questa mattina nella cornice della Torretta Valadier di Ponte Milvio da Vincenzo Di Michele alla presenza di Lavinia Mennuni, Consigliere Comunale con delega alle Pari Opportunità, Gianni Giacomini, Marco Perina e Giuseppe Calendino rispettivamente Presidente, Assessore alla cultura e Presidente della commissione cultura del XX Municipio.

“Un fiore all’occhiello dell’offerta estiva ai cittadini di Roma Nord”. Così ha definito la manifestazione Marco Perina “un appuntamento ormai fisso, atteso e molto partecipato non solo dai residenti di Grottarossa ma di tutti i quartieri limitrofi”.Già, perché Estate in XX, con il patrocinio del Municipio,  si tiene dal 12 al 21 Giugno proprio in via di Grottarossa 207, sulla Cassia, nel famoso Parco della Pace, un polmone di verde nel quale i bambini dalle 16 in poi potranno fare sport in aree attrezzate e giocare mentre la sera, ai più grandi, saranno offerte gratuitamente serate di allegria e di divertimento, concerti musicali e musica popolare, insomma eventi per tutti i gusti. “Ma anche dibattiti ed incontri con le istituzioni” ha tenuto a precisare Giuseppe Calendino “perché Estate in XX vuole essere anche opportunità di aggregazione dei cittadini intorno ai temi del quartiere, della qualità della vita di questo spicchio di Roma, dei problemi e delle difficoltà di tutti i giorni”.

Max Gigliucci, responsabile artistico della manifestazione, ha sottolineato invece la qualità del programma che vede ogni sera un appuntamento diverso a dimostrazione del grande sforzo creativo ed organizzativo. “Uno sforzo ammirevole” ha aggiunto Calendino “perché tutta l’organizzazione si basa sul lavoro volontario di una ventina di ragazzi mossi solo dall’amore per il territorio e dalla voglia di darsi da fare per la comunità” .

Insomma, le premesse perché Estate in XX sia una terza edizione di successo ci sono tutte. Il Presidente Gianni Giacomini nel definire “un ottimo lavoro quello di Giuseppe Calendino, tenace ispiratore della manifestazione” ha promesso che non mancherà di passarvi diverse serate. E lo ha promesso anche Lavinia Mennuni, colpita dalla capacità organizzativa che questo territorio può esprimere. Ma Mennuni e Giacomini saranno in ottima compagnia, perché in coda alla conferenza stampa abbiamo raccolto voci di altre significative presenze …

Personale