Ristampa, “Io prigioniero in Russia”
Nel suo diario autografo un giovane alpino della divisione Julia racconta la sua cruda avventura durante la seconda guerra mondiale. La sua infanzia; la partenza in guerra; la prima linea in battaglia con i russi che ubriachi di vodka si gettavano con ferocia all’assalto frontale contro le truppe italiane; la marcia verso i campi di concentramento e la lunga permanenza nei gulag sovietici e infine l’insperato ritorno a casa dopo quattro duri anni.GENNAIO 1943: IL mio ingresso al Campo di prigionia di TAMBOV Se avessero scritto su un cartello all’ingresso di quel maledetto lager,“Benvenuti all’inferno”, la realtà non sarebbe poi stata tanto diversa. Nel periodo della mia permanenza a Tambov, che va da gennaio 1943 a maggio del 1943, si riscontrò un tasso di mortalità del 90%. Detto in parole povere, ogni cento uomini che entrarono in quel campo, solo dieci e abbastanza malconci rimasero indenni. “E anche io, malgrado tutte le disavventure, sono stato tra quei fortunati baciati dalla sorte”.
