Alla ricerca dei dispersi in guerra

Alla ricerca dei dispersi in guerra
Recensione de Il Messaggero
Recensione di Abruzzo news
Recensione de Il Tempo
Recensione di AdnKronos
Recensione Associazione Nazionale Bersaglieri
Ci sono ferite che la storia ufficiale non è mai riuscita a rimarginare e guerre che, per molte famiglie italiane, non sono svanite con i trattati di pace del 1945. Nel saggio “Alla ricerca dei dispersi in guerra”, lo storico e scrittore Vincenzo Di Michele firma un’opera corale e profondamente toccante, dando voce al dramma silenzioso di madri, mogli, padri e figli rimasti per decenni sospesi in un’attesa senza fine, logorati dall’angoscia di non conoscere il destino dei propri cari inviati al fronte.
Il libro si sviluppa come un viaggio rigoroso e al contempo straziante attraverso i principali e più tragici scenari della Seconda Guerra Mondiale. Dalla drammatica campagna sul fronte greco-albanese alle sabbie infuocate di Tobruk e El Alamein, passando per le asprezze del fronte jugoslavo e l’eccidio di Cefalonia, fino ad arrivare all’immensa tragedia dell’Armir sulle rive del Don e alla successiva, famigerata ritirata di Russia culminata nella battaglia di Nikolaevka.
Attraverso lettere ingiallite dal tempo, fotografie gelosamente custodite e memorie tramandate di generazione in generazione, Di Michele non si limita a una fredda ricostruzione accademica degli eventi bellici. Al contrario, l’autore mette in luce la microstoria: le vicende umane di chi rimase a casa stringendo tra le mani un’ultima, sbiadita missiva dal fronte e il calvario dei soldati catturati. Grazie a rare e preziose testimonianze di reduci, il testo squarcia il velo sull’orrore dei lager sovietici e dei campi di prigionia e concentramento meno noti — da Suzdal a Tambov, da Mičurinsk e Oranki fino alle desolate e sperdute lande di Tashkent e Pakta Aral, tra Kazakistan e Uzbekistan — dove migliaia di soldati italiani, tra cui molti eroici alpini del Battaglione L’Aquila e della Divisione Julia, trovarono la morte nelle fosse comuni.
“Alla ricerca dei dispersi in guerra” si configura così come un saggio di alto valore storiografico e civile. Un inno necessario alla memoria collettiva che restituisce dignità a migliaia di destini dimenticati, trasformando il dolore privato di tante famiglie in un patrimonio storico condiviso da non dimenticare.
Dicono del libro (Dalle principali testate giornalistiche)
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Il Messaggero: «Un volume intenso che accende i riflettori sugli eroi del Battaglione L’Aquila e sui tanti giovani sacrificati nei diversi fronti, restituendo dignità storica al sacrificio di un intero territorio.»
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Il Tempo: «Un’opera documentatissima e struggente che indaga la ferita mai chiusa dei nostri soldati svaniti nel nulla, analizzando da vicino il dramma umano delle famiglie che non hanno mai smesso di cercare la verità.»
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Abruzzo News: «Vicende mai scritte nei manuali di scuola ma incise indelebilmente nel cuore dei sopravvissuti. Di Michele ricostruisce con accuratezza le tappe di un’affannosa ricerca che unisce l’Italia intera, dal Don all’Africa settentrionale.»
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AdnKronos: «Dal dramma del passato alle riflessioni universali sul valore della vita: un libro che documenta con crudezza e precisione l’orrore delle fosse comuni e la prigionia nei campi sovietici più remoti.»
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Associazione Nazionale Bersaglieri: «Un tributo doveroso e rigoroso alla memoria dei nostri caduti e dei troppi dispersi, un testo fondamentale per preservare il ricordo del valore e del dramma dei soldati italiani.»
