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La recensione di “Rivista militare dell’Esercito Italiano” per il libro “Io prigioniero in Russia di Vincenzo Di Michele”

27 Maggio 2015

La recensione di “Rivista militare dell’Esercito Italiano” per il libro “Io prigioniero in Russia di Vincenzo Di Michele”
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Rivista Militare è il titolo di un periodico bimestrale dell’Esercito Italiano

Articolo de ” IL GIORNALE” Giovedì, 19/03/2015 – Il divorzio si accorcia. Ma in attesa che la proposta diventi legge, resta alla Chiesa il record dei tempi di scioglimento: un percorso lineare descritto nel libro di Vincenzo Di Michele “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota”

20 Marzo 2015

– IL GIORNALE Gio, 19/03/2015 –

Il divorzio si accorcia. Ma in attesa che la proposta diventi legge, resta alla Chiesa il record dei tempi di scioglimento: un percorso lineare descritto nel libro di Vincenzo Di Michele ” Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota “.

Il Senato ha approvato ieri il ddl sul divorzio breve, attraverso il quale si persegue il taglio della durata del periodo di separazione: oggi è necessario attendere 3 anni, ma quando la norma entrerà in vigore basteranno 6 mesi in caso di scelta consensuale, un anno e mezzo nell’eventualità di addio giudiziale. Un traguardo tuttavia ancora lontano, visto che le modifiche introdotte dai senatori renderanno necessario un ulteriore passaggio alla Camera mentre, per risparmiare insidie ad una maggioranza in equilibrio precario, il Pd aveva sollecitato e ottenuto lo stralcio delle disposizioni sul divorzio immediato, che avrebbe consentito di evitare del tutto la fase della separazione in presenza di istanza congiunta dei coniugi.

Avanti adagio, insomma, come elefanti nel cuore di una cristalleria, per raggiungere, paradossalmente, l’obiettivo della celerità. E diventare competitivi con l’istituzione che del matrimonio detiene il marchio di fabbrica: la Santa Romana Chiesa. Differente l’impostazione: per il diritto civile il coniùgio è un contratto, che è possibile sciogliere. Per la Chiesa, invece, è un’unione indissolubile che al più può essere annullata. Da un punto di vista pratico, al netto delle questioni spirituali, gli effetti sono identici, almeno agli occhi di chi li persegue: fine del rapporto. Chi si sposa sull’altare, però, può scenderne più in fretta di quanto non possano fare, calcando i gradini di un qualunque Comune d’Italia, quanti contraggono matrimonio davanti all’ufficiale di stato civile. In media, bastano 2 anni: 12 mesi se ne vanno per il pronunciamento del Tribunale ecclesiastico regionale territorialmente competente. Se il secondo grado (celebrato davanti a differente Tribunale ecclesiastico) conferma, con un altro anno arriva la sentenza esecutiva. Altrimenti resta, quale arbitro supremo, la Sacra Rota. Un percorso lineare e neppure costoso, ricorda Vincenzo Di Michele nel suo ultimo libro, Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota , volume che ha un sottotitolo significativo della differente «potenza di fuoco» dell’annullamento religioso del matrimonio: «Senza riconoscere un sostegno economico all’ex coniuge».

«Non è un caso – spiega lo scrittore romano – che il codice di diritto canonico abbia previsto sia il patrocinio gratuito sia la figura del Patrono stabile, preposto a una difesa d’ufficio a favore di tutti coloro ne facessero richiesta».

I numeri testimoniano: tra primo e secondo grado, avvocati rotali (e Iva) compresi, si spendono tra i 2.200 ed i 4.500 euro. Certo, manca la facoltà di attivare la procedura consensuale, ma l’ampiezza dei motivi causa di nullità fa da contrappasso consolatorio: si va dall’impotenza all’incapacità di natura psichica al narcisismo, ma nell’elenco figurano anche l’alcolismo, la propensione alla poligamia e, addirittura, il mammismo.

A conti fatti, quasi un’alternativa concorrenziale al divorzio di Stato, sottolinea Di Michele, «tanto che Benedetto XVI durante il suo pontificato aveva rivolto un severo ammonimento sul punto». Per stringere le maglie – a volte larghe – in cui s’infilano i furbetti, ma pure per andare incontro alle esigenze concrete dei fedeli, già il Papa emerito aveva dato incarico al Pontificio Consiglio per i testi legislativi di approfondire la questione e, inoltre, dimezzare i tempi dell’iter per l’annullamento delle unioni matrimoniali. Con Papa Francesco ha visto la luce un’apposita commissione, per un obiettivo che il teologo Bruno Forte a settembre illustrava sull’Osservatore Romano: «Eliminare l’obbligatorietà della doppia sentenza conforme, procedendo al secondo grado solo se c’è appello entro un arco temporale definito». E magari assicurare la gratuità dei processi, come auspicato da Bergoglio all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Rota Romana.

Sempre avanti, la Chiesa.

di Gianpaolo Iacobini

Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota

Una conferenza sulla Campagna di Russia nella ricorrenza della battaglia di Nikolajewka

2 Febbraio 2015

Vincenzo-Di-Michele-in-occasione-conferenza-presso-Teatro-delle-Suore-Orsoline-Via-Cassia-In-ricordo-dei-Caduti-in-RussiaIn ricordo dei caduti in Russia nell’ anniversario della battaglia di Nikolajewka

Nella ricorrenza della battaglia di NikolaJewka , presso il teatro delle Orsoline si è svolto l’incontro annuale tra reduci, amici e familari. In ricordo dei caduti in Russia durante la seconda guerra mondiale, lo scrittore Vincenzo Di Michele ha menzionato della dura sofferenza dei soldati italiani tra fame, malattie, sofferenze ed episodi di cannibalimo. Proprio per non dimenticare , si riporta integralmente – tratto da libro ” Io Prigioniero in Russia di Vincenzo Di Michele – un breve racconto del protagonista di questa drammatica storia. Era questi, il padre dell’autore del predetto libro. Si chiamava Alfonso e nel 1942 era un giovane alpino appena ventenne che a seguito di una cruenta battaglia sul fiume Don, fu catturato dai soldati Russi. Venne quindi internato nei campi di Concentramento dove a cominciare dal primo Campo di Concentramento, quello di Tambov , la prigionia mostrò da subito la dura prova cui era sottoposto, pena ” Vita o Morte”. Ecco cosa raccontò Alfonso nel suo diario che scrisse proprio negli ultimi due mesi di vita, all’età di settanta anni.

Il Campo di concentramento di Tambov ( dal libro “Io Prigioniero in Russia “)

Se avessero scritto su un cartello all’ingresso di quel lager, ‘Benve­nuti all’inferno’, la realtà non sarebbe poi stata tanto dissimile, perché il campo di Tambov – o, meglio, tambòf, così come pronunciato dai russi – può essere considerato solo come tale. Certamente, Dante Ali­ghieri nella sua “Divina Commedia” avrebbe trovato nuovi spunti per ulte­riori gironi dell’Inferno, come ad esempio il girone degli affamati o il girone dei pestilenti ammalat, fino al girone dei disperati. Sempre in argomento, la famosa frase del celeberrimo scrittore fiorentino, ‘La­sciate ogni speranza voi ch’entrate’, posta all’ingresso di quel maledet­to lager, non avrebbe di certo travisato le reali condizioni di vita in quel campo.

Arrivai a Tambov non consapevole di quello che la sorte mi riserva­va. Fino ad allora, una ragione per soffrire era stata anche l’illusione di andare in un campo prigionieri ove avremmo avuto un letto, la nostra spettanza alimentare e il diritto alla corrispondenza. Di quel giorno, però, la felicità fu solo ed esclusivamente quando, dopo giorni e giorni di vita da animali ammassati l’uno sull’altro, ci fecero scendere da quel treno bestiame. Si deve anche dire che in quel periodo gli stessi russi si trovarono fortemente di­sorganizzati di fronte all’enorme numero di soldati che avevano cattu­rato. Quella loro vittoriosa offensiva sul fronte del Don, oltre ai molti caduti sul campo, determinò un ingente numero di prigionieri. Il risultato di questo continuo degrado si concretizzò pratica­mente in un ingente numero di malati la cui inevitabile sorte fu la morte. Infatti, a causa delle malattie che si diffusero nel campo, come il tifo petecchiale, la polmonite, i congelamenti, la tubercolosi e la dissente­ria, si riscontrò un elevato tasso di mortalità. Nella realtà dei fatti, e conti alla mano, nel periodo della mia per­manenza a Tambov, che va da gennaio 1943 a maggio del 1943, si riscontrò un tasso di mortalità di circa il 90 per cento. Detto in parole povere, ogni cento uomini che sono entrati in quel campo, solo dieci e abba­stanza malconci ne sono rimasti indenni; “io sono stato tra questi”.

IO-PRIGIONIERO-IN-RUSSIA-Locandina-Istituzionale

 

L’annullamento dei matrimoni alla Sacra Rota e la fine dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge nel nuovo libro di Vincenzo Di Michele – Presentazione a Roma il 10 dicembre alla Federazione unitaria italiana Scrittori

5 Dicembre 2014

Vincenzo Di MicheleLe sentenze di nullità dei tribunali ecclesiastici producono i loro effetti anche in ambito civile e in maniera più incisiva”.

Infatti, una volta sciolto il matrimonio religioso, non solo viene annullato civilmente, ma viene a cessare anche: l’obbligo di corrispondere ogni forma di mantenimento e sostegno economico nei confronti dell’ex coniuge.

Inoltre, non è assolutamente vero che l’annullamento dei matrimoni al Tribunale della Rota Romana, sia una procedura riservata ai soli ricchi e ai VIP. Addirittura è prevista una forma di patrocinio gratuito e un Patrono stabile per coloro che non dispongono di un avvocato di fiducia.

Sono proprio questi gli argomenti contenuti nella novità editoriale di Vincenzo Di Michele, “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” editore Fernandel, che sarà presentata con la presenza degli Avvocati Rotali Carla Guiso e Francesca Renzi, mercoledì 10 dicembre alle 17 presso la sede della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori ) in Piazza Augusto Imperatore 4, Roma

La vera originalità presentata dall’autore nella sua inchiesta , è stata la trattazione concreta di più di trenta casi pratici di annullamento matrimoniale ove erano presenti dei vizi, tra cui: la simulazione, l’immaturità, l’egoismo, l’incapacità, la malattia, il maschilismo, l’infedeltà, la gelosia, la timidezza, l’infertilità, la violenza, l’esclusione della prole, l’impotenza, l’omosessualità, la ninfomania, la frigidità e alcuni comportamenti sessuali trasgressivi come il voyeurismo e il sadomasochismo.

Roma 05-12-2014

Vincenzo Di Michele

www.vincenzodimichele.it

Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota

Circolo Due Ponti: Presentazione del libro di Vincenzo Di Michele “Come Sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” Intervento del Comico Gianluca Giugliarelli

26 Settembre 2014

Circolo Due Ponti: Presentazione del libro di Vincenzo Di Michele “Come Sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota”Intervento del Capitano della Lazio, Dott. Pino Wilson

26 Settembre 2014

Circolo Due Ponti: Presentazione del libro di Vincenzo Di Michele “Come Sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” Intervento dell Avvocato Rotale Francesca Renzi

25 Settembre 2014

Circolo Due Ponti: Presentazione del libro di Vincenzo Di Michele “Come Sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” Intervento dell Avvocato Rotale Carla Guiso

25 Settembre 2014

Circolo Due Ponti : Presentazione del libro di Vincenzo Di Michele ” Come Sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” Intervento dell’ Autore Vincenzo Di Michele: come nasce un’opera.

24 Settembre 2014

Circolo Due Ponti: Presentazione del libro di Vincenzo Di Michele “Come Sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” Introduzione dell’ Autore Vincenzo Di Michele

24 Settembre 2014

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