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Radio Cusano Campus , la radio dell’Università Niccolo Cusano Intervista Vincenzo Di Michele nel programma ” La storia Oscura”

3 Gennaio 2017

Ascolta la diretta

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Vincenzo Di Michele Finalista al Premio Carver 2016

6 Ottobre 2016

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Sono Cinzia Tani, Patrizia Villani e Luca Lombroso i vincitori del Carver 2016. Si è svolta presso la Cittadella della Musica di Civitavecchia (nell’ambito del festival letterario “Un mare di lettere”) la premiazione del Contropremio Carver 2016 giunto alla sua quattordicesima edizione. L’evento curato dalla rivista letteraria Prospektiva, diretta da Andrea Giannasi, ha visto premiare per la sezione narrativa “Girotondo napoletano” a cura di Cinzia Tani (Homo Scrivens); per la poesia “Sulle tracce dell’America” di Patrizia Villani (Moretti & Vitali); mentre nella sezione saggistica il primo premio è andato a “Ciao fossili” di Luca Lombroso (Artestampa).

Il premio che parrebbe dedicato a Raymond Carver – lo scrittore americano autore anche di “Cattedrale”, quel racconto, che parlava di un salotto e un invito e di un cieco e di un ricordo – in realtà si chiama Carver; e basta.
E la dicitura corretta è Carver, due punti, Contropremio letterario. Perché dal 2003 non vengono premiati i nomi degli autori o delle case editrici, ma i libri.

In finale per la sezione narrativa erano arrivati “La logica del gambero” di Maria Rosaria Selo (Centoautori); “Rosso bastardo” di Ferdinando Pastori (Edizioni clandestine); “Girotondo napoletano” a cura di Cinzia Tani (Homo Scrivens); “Italian Way of Cooking” di Marco Cardone (Acheron); “Anatomia del maschio invisibile” di Claudiléia Lemes Dias (L’Erudita); “Subway” di Rossella Gallucci e Ciro Pinto (Psiconline).

Per la sezione poesia: “Ritorni” di Chiara Gasperini (Robin); “Musica questuante” di Giovanni Granatelli (Aragno); “Soffriggono allegramente i fiaschetti” di Giovanna Nosarti (Manni); “Sulle tracce dell’America” di Patrizia Villani (Moretti & Vitali); “Il destino di un eterno mare” di Candido Meardi (Guardamagna); “Danzas de Amor y Duende” di Gianpaolo G. Mastropasqua (Enkuadres).

Per la saggistica:

“L’ultimo segreto di Mussolini” di Vincenzo Di Michele (Il Cerchio).

“Psicologia e Architettura: studio multidisciplinare dell’ambiente” di Silvia Mariana De Marco (Aletti);

“Il ponte sette Luci. Biografia di Giuseppe Levi Cavaglione” di Lidia Maggioli e Antonio Mazzoni (Metauro);

“La miseria della democrazia ovvero la democrazia della miseria” di Antonella Presutti e Simonetta Tassinari (Pendragon);

“Ciao fossili” di Luca Lombroso (Artestampa);

“Urla e silenzi. Storia dell’ospedale psichiatrico di Verona 1880-1945” di Gabriele Licciardi (VME);

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“L’ultimo segreto di Mussolini” di Vincenzo Di Michele (Il Cerchio)  finalista al Contropremio Carver 2016

A ricordo di Nikolajewka – Intervista a Vincenzo Di Michele c/o il Giardino dei caduti sul fronte russo

27 Maggio 2016

Ieri Oggi Domani: Emozioni biancocelesti al Lazio club Milano

25 Maggio 2016

Io credo che il momento più amaro, per un calciatore, sia proprio quando si appendono gli scarpini al chiodo. L’eco dei tifosi pian piano se ne va, i riflettori si spengono e si rimane soli. Ma la Lazio nonostante tutte le sue sofferenze croniche è sempre stata una vera famiglia. Tu chiamale se vuoi emozioni e dipingile in un colore biancazzurro ancor più vivo ed ecco che ogni anno grazie al Lazio Club Milano si ritrovano nel capoluogo lombardo vecchie glorie e amici di sempre.

Erano pertanto presenti a Milano all’ultimo incontro annuale:

ACERBIS Antonio Elia, BANDONI Claudio, CITTERIO Filippo, CRIBARI Emilson, DEL NERO Simone, FILISETTI Daniele, GARLASCHELLI Renzo, INSELVINI Fausto, MAGNOCAVALLO Giorgio, MANSERVISI Pierpaolo, MASTROPASQUA Giorgio, MAZZIA Bruno, MIELE Renato, MONELLI Paolo, MONTI Marco, ONOR Guido, POLI Fabio, RE CECCONI Stefano, SERGIO Raffaele, SOLDO Carlo, VERTOVA Claudio.

Enrico MONTESANO, Paola PIOLA figlia del grande Silvio, Toni MALCO autore dell’inno Vola Lazio Vola, Gabriele DE BARI Giornalista del MESSAGGERO, Vincenzo DI MICHELE Giornalista e Scrittore, Francesco IZZI Giornalista LA 7, Giuseppe CAPUA Presidente Commissione per la Tutela della Salute e dello Sport del Ministero della Salute, Enea LENZI Commissione Antidoping, I Paolo LENZI Presidente Lazio Family, Angelo BONFRISCO Ex arbitro ed opinionista TV

La pagina di Televideo RAI dedicata al libro “Pino Wilson Vero Capitano d’altri tempi” di Vincenzo Di Michele

24 Maggio 2016

La pagina di Televideo RAI  dedicata al libro "Pino Wilson Vero Capitano d"altri tempi" di Vincenzo Di Michele

UNA NUOVA VIA CHIRURGICA PER L’IMPIANTO DI ARTROPROTESI DI ANCA: ACCESSO INGUINO-MEDIALE a cura di Vincenzo Di Michele

10 Maggio 2016

In linea diretta con il Dr. Luca Lucente co-ideatore con il Prof. Wolfram Thomas di questa innovativa via chirurgica.
Nuovi orizzonti nella scienza ortopedica con” la protesi d’anca per via mediale “. Sin d’ora si deve precisare che non è una novità in senso assoluto, ma un’ importante passo in avanti. Difatti già Ludloff nel lontano 1908 aveva pensato a questa via per ridurre le lussazioni congenite d’anca. A seguire diversi autori si sono dedicati in materia e ciascuno ha apportato delle modifiche. Praticamente la storia delle varie vie d’accesso all’articolazione dell’anca ha visto un progressivo spostamento delle vie chirurgiche: dalla regione posteriore a quella laterale per giungere infine a quella anteriore, praticamente la più in uso ai tempi odierni.

Il fine di tali spostamenti è quello di raggiungere l’articolazione attraverso una via diretta ovverosia la meno invasiva alle strutture anatomiche che si incontrano vicino all’anca. L’idea di utilizzare una via mediale, si è gradualmente perfezionata attraverso numerosi studi. Così attraverso esperimenti sui cadaveri Il Dr lucente – co-ideatore con il Prof. Wolfram Thomas di questa innovativa via chirurgica- apportava le dovute modifiche per consentire l’impianto di un’artroprotesi di anca. Grazie a questa nuova tecnica si raggiunge dunque l’articolazione coxo-femorale senza attraversare alcun muscolo, con tempi chirurgici estremamente ridotti e soprattutto con una visione diretta e frontale dell’acetbolo. In tal modo è possibile anche impiantare una protesi di anca di tipo resurfacing, a conservazione del collo femorale o una protesi standard con stelo a fissazione diafisaria. Ci tiene a precisare il dr Lucente: “ Il vero gold standard di tale via chirurgica è quello di non determinare alcun danno ai muscoli stabilizzatori dell’articolazione dell’anca- in primis ai muscoli glutei e secondariamente al tensore della fascia lata e al retto femorale – in quanto non aggrediti dal bisturi, a differenza delle altre vie chirurgiche attualmente praticate.”

Detto in scarne parole: il paziente potrà deambulare da subito con grande stabilità e dovrà far ricorso alle stampelle solo per un brevissimo periodo di tempo. La posizione del paziente sul tavolo operatorio è supina con gli arti inferiori abdotti e, quello da operare flesso, con il chirurgo operatore posizionato tra di essi:”frog leg”. La posizione supina del paziente offre il vantaggio di una migliore gestione del paziente, durante l’intervento, da parte dell’anestesista. I rischi di lussazione sono praticamente azzerati e il paziente già nell’immediato postoperatorio può assumere, a letto, qualsiasi posizione permettendo al personale infermieristico una facile e veloce gestione del paziente stesso.


I vantaggi e i benefici di tale intervento chirurgico sono anche e soprattutto in termini di
Sicurezza. Infatti l’intervento non arreca danni ai vasi sanguigni, nervi, muscoli ecc.; i muscoli stabilizzatori dell’anca vengono completamente risparmiati, diversamente da quanto accade con tutti gli altri interventi chirurgici attualmente utilizzati. Inoltre alla resa dei conti ci sono limitate perdite ematiche ragion per cui non vi è necessità di trasfusioni di sangue. Altro fattore di non poco conto è il Decorso post – operatorio poiché il paziente può assumere qualsiasi posizione e dormire indifferentemente su un fianco, prono (a pancia sotto) e supino, senza dover far uso di divaricatori. Inoltre indubbi sono i vantaggi estetici in quanto la cicatrice chirurgica è praticamente invisibile nascosta tra le pieghe inguinali. Infine ci tiene a sottolineare il dr Lucente una convenienza economica . Difatti, l’intervento non necessita di strumentario chirurgico appropriato ed è più che sufficiente l’utilizzo di un kit standard per l’impianto protesico.

Cicatrice invisibile, nascosta nella piega inguinale

Cicatrice invisibile, nascosta nella piega inguinale

Roma 10/ 05/ 2016 Vincenzo Di Michele

23 Maggio 2016 alle ore 20.00: La giornata dei laziali allo Stadio Olimpico con i giocatori della Lazio di tutti i tempi

11 Marzo 2016

IN VENDITA NELLE EDICOLE DI ROMA (EURO 12)

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Lo chiamavano e lo chiamano ancora oggi : “il Padrino ”. Così ha commentato, Vincenzo Di Michele autore della biografia ufficiale di Pino Wilson vero capitano d’altri tempi, a proposito della giornata dei laziali organizzata proprio da Wilson insieme a Oddi e “Quelli del 74” .

Per chi ha sempre tifato “Lazio” e per tutti quelli che volessero rivivere l’emozione di un calcio d’altri tempi l’appuntamento del 23 maggio alle ore 20 allo stadio Olimpico, è di quelli irripetibili. Ruben Sosa, Mancini, Rocchi, Coincecao, Dell’Anno, Couto, Ravanelli, Caso, Peruzzi, Marchegiani, Pancaro, Mihkailovic, Favalli, Pancaro, Gottardi, Marcolin, Fiore , Giannichedda, Gregucci, Negro, Liverani, Orsi, Di Chiara, Piscedda, Bergodi, Camolese, Poli , Marino, Calisti, Pin, Corradi, Oddo, Cesar, Casiraghi, Corino, Pinzi, Piscedda, Giordano, D’Amico, Pulici, Facco, Martini, Petrelli, Garlaschelli, Nanni, Wilson , Oddi, Papadopulo. In forse: Simeone , Nesta, Vieri, Di Canio, Stam, Crespo, Di Vaio e chissà che non venga da Londra ” Paul”.

Ritorneranno quindi tutti i giocatori del 74 in campo, e si uniranno ad altri calciatori che hanno vestito la maglia biancoceleste in tempi differenti: da quelli del meno nove di Mister Fascetti, a quelli dello scudetto del 2000, fino agli attuali giocatori. I prezzi dei biglietti sono popolari e non sono nominativi: tribuna Monte Mario 13 Euro, tribuna Tevere 9 Euro; curve e distinti 4 Euro. Sono in vendita nel circuito List Ticket – Gruppo Ticketone ( Di padre in figlio ).

Vincenzo Di Michele
Stadio Olimpico 23 Maggio 2016: Di Padre in figlio"La giornata dei laziali"

A Chieti presentato il libro “L’ultimo segreto di Mussolini”

21 Ottobre 2015

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Chieti. La Fondazione Cantiere Abruzzo ha organizzato nella serata d ieri a Chieti la presentazione del libro “L’ultimo segreto di Mussolini” di Vincenzo Di Michele.
“Questo libro di Vincenzo Di Michele – ha spiegato il presidente della Fondazione Cantiere Abruzzo, Fabrizio Di Stefano – tratteggia un episodio storico che si è vissuto prevalentemente nella nostra regione che è la prigionia di Mussolini a Campo Imperatore e tutto quello che c’è stato intorno fino alla sua liberazione. Il periodo è ancora influenzato da un retaggio ideologico e conseguentemente la verità storica è ancora fortemente confusa perché diverse sono le versioni e probabilmente quella più conosciuta non è quella veramente reale. Il perché del periodo di prigionia nel Gran Sasso mostra ancora parecchie ombre, c’erano dietro trattative nascoste che sono state sempre celate? Tutto quel periodo che è considerato da un minimo comune multiplo con attenzione per i carteggi che Mussolini aveva con se, sicuramente oggi non può influire su quella che la politica attuale, sicuramente la verità su quel momento può cambiare la vecchia storia più comunemente diffusa. Io credo che ci siano diversi rimandi tra quei giorni e la politica attuale, ma oggi viviamo in un periodo delle riforme parlamentari, tra la Legge Truffa e la Legge Acerbo non vedo differenze sostanziali. La Legge Acerbo e la Legge Truffa viaggiano come l’Italicum su piste bloccate che assicura la maggioranza parlamentare. Le Legge Truffa è chiamata così perché generò un vespaio di polemiche, invece la Legge Acerbo, che è del ’24, è definita da quell’atto volto alla presa del potere da parte di Mussolini in maniera autoritaria. Che poi questo o quel periodo abbia una ricaduta sull’attualità lo dimostra anche quell’atto di Marino, che è stato l’ultimo della sua gestione, che è stato chiudere al traffico la zona dei Fori Imperiali forse perché furono costituiti da Mussolini e dal fascismo per collegare il Colosseo con l’Altare della Patria, in un periodo ideale dell’Antica Roma verso un’italianità che era molto sentita e che oggi si vuole offuscare. Ancora oggi la politica è influente da quegli eventi e la verità storica è tenuta coperta o raccontata nella maniera non troppo corretta. Quello è un periodo storico che deve avere la sua analisi ed i suoi approfondimenti ma che deve essere vicina alla storia nella maniera più corretta e giusta possibile. Il fatto che questo testo sia stato tradotto in inglese sta a significare due cose: il fatto che il carteggio che Mussolini aveva evidentemente era noto, forse fin troppo a Churchill, l’altra è che la Gran Bretagna che ha saputo archiviare questi eventi, anche oggi li vede con occhio esclusivamente storico, invece noi questi eventi non riusciamo proprio ad archiviarli”.

“Io nasco come scrittore nelle mie inchieste – ha ricordato l’autore del libro, Vincenzo Di Michele – di questo evento io avevo già padronanza avendo scritto ‘Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso’, poi ci sono stati nuovi elementi che ho acquisito, tre anni di ricerche negli archivi dove ho acquisito delle prove che mi hanno portato a questa nuova teoria, poi visto che mi trovavo di fronte ad una dottrina dominante che mi portava ad una grande impresa dei tedeschi, ho sentito il bisogno di dare una verità storica in cui ho capito questa ostilità soprattutto dei media dominanti, con la mia tesi ho scoperto che era abbastanza scomoda in questo caso. Ho approfondito i miei studi, una pubblicazione non bastava però, quindi dopo 4 anni sono entrati nuovi elementi. Dopo 70 anni è ancora difficile parlare del Duce perché per 20 anni un personaggio è stato capace di tenere saldo un Governo e ha realizzato delle opere per lo Stato, è stata una dittatura e nessuno lo può negare, ma una dittatura che ha portato un benessere, certo non posso condividere le tesi razziali, per il resto non posso condividere l’entrata dell’Italia in guerra, anche se in quel periodo la scelta era obbligata e quel mentre è stata la rovina di Mussolini, ma certe sue scelte andrebbero riviste. Però ogni cosa va guardata nel proprio periodo storico. L’episodio dell’8 settembre è molto complesso perché c’è stata una serie di avvenimenti in 20 giorni che è difficile da immaginare. Una storia scritta dopo 70 anni ha un valore perché è priva di sentimento ed ha maggiore oggettività. Ecco perché oggi si può parlare di fascismo e di antifascismo”.

Francesco Rapino

fonte: cityrumors.it

La verità storica nascosta sull’Operazione Quercia del 12 settembre 1943 che portò alla liberazione di Mussolini a Campo Imperatore – C’era un accordo sottobanco tra il governo Italiano e i tedeschi

14 Settembre 2015

Fu proprio il governo italiano il vero artefice della creazione della Repubblica Sociale. Si poteva porre fine molto prima alla sofferenza del popolo italiano ed evitare una lotta interna tra gli stessi italiani . Fu proprio il governo italiano il vero artefice della creazione della Repubblica Sociale ( RSI).

L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze Alleate. C’era però un altro tavolo, quello non ufficiale, dove il governo Badoglio continuò a collaborare con il vecchio amico tedesco e l’illustre prigioniero Mussolini veniva così sottratto agli Alleati e consegnato ai tedeschi il 12 settembre a Campo Imperatore.

Una nuova verità storica quella di Vincenzo Di Michele raccontata nel libro “ L’ultimo segreto di Mussolini ” ed . Il Cerchio; ( in inglese : The Last Secret of Mussolini – From Campo Imperatore to the Italian Social Republic: a story to be rewritten ).

Tra inediti e nuove testimonianze, l’agente Nelio Pannuti – addetto alla sorveglianza personale di Mussolini al Gran Sasso – in una dichiarazione scritta rilasciata all’autore del libro, affermò senza mezzi termini che quell’incursione dei tedeschi “sembrava proprio un’azione concordata, tant’è che, una volta liberato il Duce, ci fu un momento conviviale tra soldati italiani e tedeschi nella sala dello stesso albergo, tutti con le armi in spalla pacificamente”.
Per non parlare dell’azione italiana di governo nel riaggiustamento storico. Il comandante dei carabinieri al Gran Sasso Alberto Faiola fu pure encomiato nel suo foglio matricolare, quando al contrario questi non solo non predispose alcuna misura cautelativa, ma venne anche meno ai suoi doveri – dove peraltro ci fu anche un’ azione giudiziaria volta a smentire il tutto – invitando alcuni suoi amici proprio in quei giorni all’albergo di Campo Imperatore
Una tesi storica revisionista che è raccontata sin dagli inizi grazie anche alla testimonianza – sconosciuta a molti – di Karl Radl, l’aiutante di colui che erroneamente è stato sempre considerato il vero artefice dell’“Operazione Quercia”: il capitano Otto Skorzeny. Proprio Radl – in netta contraddizione con la testimonianza del generale Soleti, l’ostaggio Italiano che fu caricato su un aliante – dichiarò : ” Che a Campo Imperatore era tenuto prigioniero lo sapevano tutti ; persino i bambini ne erano a conoscenza” . Addirittura ci fu un pastorello di tredici anni che trafugò gli alianti tedeschi impossessandosi di alcuni armamentari. Alla resa dei conti si trattò di un accordo tra gli italiani e i tedeschi e il prezzo più caro l’ha pagato proprio la storia

La recensione di “Rivista militare dell’Esercito Italiano” per il libro “Io prigioniero in Russia di Vincenzo Di Michele”

27 Maggio 2015

La recensione di “Rivista militare dell’Esercito Italiano” per il libro “Io prigioniero in Russia di Vincenzo Di Michele”
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Rivista Militare è il titolo di un periodico bimestrale dell’Esercito Italiano

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