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L ‘apprezzamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il libro ” GUIDARE OGGI ” ( dedicato dall’autore Vincenzo Di Michele a suo nipote Manuele Murgia, prematuramente scomparso) – ed il richiamo alle Istituzioni per una più viva attenzione sul fenomeno delle stragi stradali

22 dicembre 2010

L ‘apprezzamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il libro ” GUIDARE OGGI ” ( dedicato dall’autore Vincenzo Di Michele a suo nipote Manuele Murgia, prematuramente scomparso) – ed il richiamo alle Istituzioni per una più viva attenzione sul fenomeno delle stragi stradali

Conferita la  Segnalazione d’onore per il Premio Firenze 2010  a Vincenzo Di Michele  – il 04 Dicembre 2010 a Firenze c/o  Palazzo Vecchio alla presenza del Sindaco Matteo  Renzi -  per il  libro “Io Prigioniero in Russia” 

20 dicembre 2010

Segnalazione-d-onore-per-libro-Io-Prigioniero-in-Russia-al-premio-Firenze-2010

Assegnato il “ Il Premio Nazionale Nomentum” Edizione 2009 , allo scrittore: Vincenzo Di Michele

2 dicembre 2009

Nell’ambito culturale il premio “Nomentum Nazionale Edizione 2009” è stato assegnato – grazie alle oltre 30.000 copie vendute del suo libro “ Io Prigioniero in Russia” e ai prestigiosi riconoscimenti Nazionali come Il ringraziamento del Presidente della Repubblica per la sua preziosa testimonianza storica , al premio di cultura e Vita Alpina Gen. De Cia nonché per il Premio Baiocco speciale per la memoria storica – allo scrittore romano Vincenzo Di Michele peraltro residente nel XX Municipio .
Il Premio Nazionale Nomentum oramai di decennale tradizioni nel corso degli anni è stato conferito ad illustri personalità di ogni settore . Nelle precedenti edizioni sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento : il senatore a vita Giulio Andreotti – il produttore David Zard , i registi Lina Wertmuller, Mario Monicelli, Pupi Avati , i cantanti  Rita Pavone e Teddy Reno . Nell’ambito culturale l’assegnazione del premio al Di Michele, è stata così motivata ” Per la sua opera di scrittore di volumi di grande spessore storico letterario e di vita in due come “ Io Prigioniero in Russia” e “ La Famiglia di Fatto” e per le sue numerose partecipazioni ai relativi incontri di presentazione alle trasmissioni televisive “.

FOTO-PREMIO-NAZIONALE-NOMENTUM

Roma 02- 12- 2009

In ricordo della mia maestra Suor Maria Laura Mainetti. La Suora di Chiavenna Figlia della Croce, dal suo alunno Vincenzo Di Michele

27 ottobre 2009

In ricordo della mia maestra Suor Maria Laura Mainetti La Suora di Chiavenna Figlia della Croce

Foto di classe

dal suo alunno Vincenzo Di Michele

La sera del 6 giugno 2000, a Chiavenna, una telefonata allerta suor Maria Laura Mainetti “ Era una certa “Erika” che riferiva di essere rimasta incinta in seguito a una violenza domestica. In realtà la ragazza si chiama Milena ed assieme ad altre due coetanee, Veronica e Ambra, aveva architettato quella che fu poi una folle trappola omicida. Suor Maria Laura non ci pensò poi tanto; forte della sua spontaneità e nel suo modo di essere sempre pronta verso il prossimo, sola, uscì dal convento senza avvisare le forze dell’ordine o qualcun altro che poteva esserle d’aiuto. D’altronde il suo modus operandi è stato sempre quello di un sostegno immediato e senza tanti perché . Era così Suor Maria Laura; sempre attenta e disponibile nel prodigarsi verso il prossimo. Son passati oramai quasi 40 anni dai quei primi degli anni 70, ma lo ricordo come fosse ora. Suonava la campanella e tutti noi bambini andavamo a mensa . Lei però non aveva tempo per il pranzo, era troppo indaffarata con le molte persone che la cercavano e non sempre riusciva ad essere puntuale per l’inizio delle lezioni pomeridiane. Quando rientrava poi in classe, ci raccontava delle sue vicissitudini . Così i nostri momenti insieme li trascorrevamo tra didattica e riflessioni di vita . E forse, sono proprio quest’ultimi quelli che mi sono rimasti più propri di lei. Quando poi incontrai Suor Beniamina Mariani ,“ illo tempore” Preside della Scuola Santa Giovanna Elisabetta nonché attuale autrice del libro “ Suor Maria Laura di Chiavenna ” la prima cosa che sussurrò a mio figlio Matteo era proprio quella inerente ai miei ben 11 anni trascorsi in quella scuola lì dove la mia condotta indomita e ribelle si era espressa al meglio di sé. Eh beh ! in effetti ero alquanto peste e discolo e tra richiami , sgridate fino ad arrivare all’allora insolito provvedimento di sospensione dalla scuola per ben 7 giorni emesso nei miei confronti affinché assumessi un comportamento più pacato, lasciai un indelebile traccia nel ricordo di tutte le Suore dell’Istituto . Ebbene in Suor Maria Laura non riesco però a ricordare un solo momento in cui abbia alzato la voce o abbia avuto un minimo diverbio nei miei confronti benché ce ne fosse tanto bisogno. Di fatto , l’immagine scolpita nella mia mente è forse quella che il destino ha voluto fosse associato a lei . Una persona mite che con i suoi modi sapeva attendere e comprendere le carenze del carattere altrui . Non posso poi sottacere una dedita citazione per Suor Beniamina Mariani che sorvolando giustamente sui fatti dell’uccisione quali oggetto di attenzione dei canali mediatici si è invece concentrata su Suor Maria Laura , quindi , sulla descrizione ed elevazione delle sue doti . Alla stregua dell’ultimo assunto quanto mai gradita è la missiva qui riportata dell’autrice del libro Suor Beniamina Mariani

Caro Enzo,

grazie per il tuo ricordo di Suor Maria Laura : è fresco e spontaneo come sei tu.

Se mi permetti, però, vorrei completare alcune tue affermazioni. Sì, è vero che eri un discolo, ma io a Matteo ho ricordato un papà simpatico, sincero e buono… E tuo figlio mi sembrava d’accordo.

Riguardo Suor Maria Laura debbo farti notare che è vero che era spontanea nel donarsi, ma quella sera, prima di uscire, visto che tutte le suore si erano già ritirate nelle rispettive camere, aveva chiamato il Parroco. Sì perché gli aveva confessato di avere un po’ paura e l’aveva pregato di trovarsi sulla piazza dell’appuntamento: come è avvenuto. Purtroppo, però, Suor Maria Laura, credendo di essere arrivata a convincere la ragazza a trascorrere la notte in collegio, non aveva accettato altra disponibilità da parte di Don Ambrogio.

Ci tengo a precisare questo perché non voglio far apparire la mia consorella una sprovveduta.

Comunque tu l’hai ben conosciuta!

Era davvero una donna pienamente donata, che fin dalla giovinezza aveva risposto generosamente ad una sollecitazione ricevuta da un sacerdote: “Devi fare della tua vita qualcosa di bello per gli altri”.

Tu accenni al libro che ho scritto “Suor Maria Laura Mainetti, la suora di Chiavenna ” Ed. S. Paolo.

Qui, più che focalizzare il tragico fatto di cronaca del 6 giugno 2000, mi soffermo sulla figura di Suor Maria Laura, poiché, come scriveva l’allora vescovo di Como Mons.Maggiolini che desiderava conoscere la suora nella sua vita quotidiana, “non si conosce il tramonto se non a partire dall’alba…l’epilogo (la morte) è preceduto da una sorta di martirio di ogni giorno”.

Ho cercato di presentare questa donna semplice, gioiosa, determinata che non aveva nulla di straordinario se non l’amore.

L’amore per “Gesù Risorto che, incarnato nella mia storia quotidiana, mi ama, mi perdona, mi rinnova e non mi abbandona mai”.

L’amore per “ogni persona in quanto tale e in quanto incarnazione del Cristo, particolarmente per i piccoli, i giovani e i meno amati”.

Questa è Suor Maria Laura che continua a percorrere le strade dell’Italia e non solo, con la sua testimonianza di donazione senza limiti che si è espressa in modo sublime là, in quella viuzza oscura quando le tre ragazze la pugnalavano e lei pregando chiedeva perdono per loro.

Ciao Enzo.

Non dimenticare che spesso dai discoli escono i Santi più affascinanti!

Suor Beniamina Figlia della Croce

Intervista di Vincenzo Di Michele rilasciata alla radio internazionale Russa “LA VOCE DELLA RUSSIA”

27 settembre 2009

Il figlio di un soldato italiano: “si deve dare onore alla Russia”

Niva Mirakyan ed Elena Kovalenko – 1.07.2011, 18:52

ASCOLTA L’INTERVISTA A VINCENZO DI MICHELE

[audio:http://www.vincenzodimichele.it/wp-content/uploads/2011/07/Intervista-di-Vincenzo-Di-Michele-rilasciata-alla-radio-internazionale-Russa-LA-VOCE-DI-RUSSIA.mp3]

Il destino dei soldati italiani che combatterono in Russia. A giudicare dalla posta redazionale, questo tema rimane caldo in Italia. Nell’anno del 70 anniversario dell’inizio della guerra della Germania nazista contro l’Unione Sovietica, che in Russia viene chiamata Grande Guerra Patriottica, “si deve dare onore alla Russia”,- ha deciso il figlio del soldato, scrittore Vincenzo Di Michele che combatté in Russia.

Intanto il nostro assiduo ascoltatore e Presidente dell’Associazione dei radioascoltatori italiani Giancarlo Venturi ci chiede di trovare negli archivi il Notiziario N 630 di Radio Mosca, constatando che 70 anni fa l’Italia combatté dalla parte ingiusta. Sopravvissuti nei sanguinosi combattimenti a Stalingrado, durante il gelido inverno russo, nei lagher della morte, nel dopoguerra tentarono di raccontare di tutto ciò nei loro libri come, per esempio, “Il sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern. Ed ora giò i figli di quei soldati scrivono i propri libri su questo tema eterno.

Il libro di Vincenzo Di Michele “Io, prigioniero in Russia” basato sul diario del suo padre Alfonso Di Michele e’ stato un vero successo per l’autore. La cifra di 50 mille copie gia’ vendute fa impessione. Il libro racconta la storia di un giovane ragazzo abruzzese che nel 1942 e’ stato mandato a combattere in Russia a ridosso del Fiume Don e ha sopravvissuto nella prigione russa grazie paradossalmente alle donne russe. Con Vincenzo Di Michele parla il nostro corrispondente Niva Mirakyan.

Corrispondente: La “Grande Guerra Patriottica”, cosi e’ chiamata in Russia la Seconda Guerra Mondiale, e’ stato il periodo piu tragico della storia dell’ex-Unione Sovietica. Perchè Lei ha deciso di affrontare quest’episodio epocale?

Di Michele: Perchè mio padre prima di morire nel 1993, dopo ben 40 anni, ha deciso di scrivere un diario raccontando la sua guerra in Russia. E, quindi, ha raccontato la sua avventura di un giovane ventenne che e’ andato a combatere in Russia nella Seconda Guerra Mondiale. E,quindi, ho sentito il dovere di rendere una nuova visione storica, un nuovo panorama storico come mai prima si era raccontato perchè si e’ parlato sempre di strategie di guerra ma non della guerra di ragazzi di 20 anni e del popolo italiano e del popolo russo.

Corrispondente: Che cosa ha scoperto della Russia e dei russi mentre faceva la ricerca per il Suo libro, che non sapeva prima?

Di Michele: Un popolo di grande umanità. E’ stato sempre descritto nei libri… diciamo di queste sofferenze patite dagli italiani per via dei russi. Indubbiamente, la guerra e’ guerra, ma quello che non sapevo e’ stata l’umanità e soprattutto delle mamme russe perchè se io devo raccontare per quale motivo io sono ancora in vita, lo devo alle mamme russe che hanno aiutato tanti, tanti italiani.

Corrispondente: Che impressione ha fatto la Russia sul protagonista del Suo libro e come si e’ sentito li?

Di Michele: La Russia era un glomerato in mezzo della Seconda Guerra Mondiale perchè parlavamo ancora dell’Unione Sovietica. Io, quindi, tutta questa storia l’ho dovuta rivivere attraveso i racconti di mio padre. E non si puo negare come questi migliaia di morti che ci sono state, lo stesso mio padre ha fornito una nuova lezione perchè neanche la Russia si aspettava quell’enorme massa di prigionieri che hanno fatto. E poi si deve dire anche un’altro racconto che nessuno mai mette in evidenza. Gli stessi russi hanno avuto milioni e milioni di morti perchè addirittura, se non erro sono stati 20 milioni, hanno avuto piu perdite umane. Ma io di queste storie, però, di un ragazzo ventenne, di queste storie d’amore che si sono venute a verificare con dei prosegui nel tempo, le vorrei raccontare e anche tradurle in russo perchè e’ stato un nuovo modo adesso di vedere questa storia – non piu racconti militari e racconti di guerra ma racconti di popoli, racconti di decrezioni. Mio padre mi ha descritto le isbe e le mamme russe, quelle che facevano nella vita. Cioè, che hanno fatto nella vita vera. E’ una nuova realtà per noi italiani che non conoscevamo. Per questo con questo libro sono state vendute 50 mille copie e ho vinto premi alla memoria storica

Corrispondente: Perchè a Suo avviso, oggi, nel 2011, e’ ancora importante scrivere dei libri sulla Seconda Guerra Mondile?

Di Michele: Perchè e’ importante il revisionismo storico. Fino adesso hanno descritto la Russia come un luogo di sofferenza dove sono morti tanti italiani. E’ vero, lo devo dire, sono morti tanti italiani e anche tanti russi però si deve dare onore alla Russia. Innanzitutto, che il popolo italiano e’ andato li a combattere e quindi abbiamo invaso e poi la Russia come si sono trovati questa guerra in casa e nessuno ha mai messo in evidenza l’umanità di questo popolo, un grande umanità, e un grande aiuto e se io sono ancora qui oltre alle mame russe e’ stato per vie di queste ragazze, forse ci sono state anche storie d’amore, i famosi “italiansky khorosho”. Ma grazie a loro, grazie alla Russia io ho raccontato nuovi particolari, una nuova nazione che forse merita di essere approfondita.

Corrispondente Nel film-culto sovietico sulla Grande Guerra Patriottica “Il padre di un soldato” girato nel lontano 1964, il padre seguì il tragico destino di suoi figlio. Nel nuovo millennio il figlio del soldato Vincenzo Di Michele, attraverso il destino di suo padre ha raccontato degli italiani, che combatterono in Russia e videro con i propri occhi le sofferenze e l’onore del popolo russo. Il figlio del soldato ha deciso che si deve dare onore alla Russia.

Dalla radio ” La Voce della Russia ” Avete ascoltato il servizio del nostro corrispondente Niva Mirakyan.

Intervista di Vincenzo Di Michele rilasciata alla Televisione SKY, can 835, AB CHANNEL & L’ABRUZZO

1 settembre 2009

Dal giornale “Il Centro”: L’odissea di un alpino Teramano raccontata ai Russi

14 agosto 2009

Dal giornale "Il Centro":  L'odissea di un alpino Teramano raccontata ai Russi

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