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XXVIII° Premio internazionale di letteratura “Phintia”: al saggista Vincenzo Di Michele – 4° classificato generale – il diploma di elogio e benemerenza per l’opera letteraria “Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso”

4 febbraio 2014

La giuria dell’ Associazione R.A.L.F.I. (Ricerche Artistiche, Letterarie e di Folklore Italiano) di Licata (AG) in occasione del XXVIII° Premio internazionale di letteratura  “Phintia”, ha conferito al saggista  Vincenzo Di Michele – 4° classificato generale – il diploma di elogio e benemerenza per l’opera letteraria “ Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso”

A tu per tu con la ricercatrice Arianna Pacchiarotti e il suo nuovo progetto”Non imprigioniamo la vita”

5 agosto 2013

Intervista di Vincenzo Di Michele sulla lotta all’infertilità

 

L’appuntamento era  stato concordato in una calda mattinata estiva per un incontro di lì a breve  al centro specialistico della Praxi Medica.

Gli argomenti che si prospettavano nell’intervista   – conoscendo il personaggio –  sicuramente , sarebbero stati  interessanti e soprattutto innovativi. D’altronde non poteva essere diversamente considerando i suoi pregevoli precedenti.  Infatti, il riferimento in questione è per  Arianna Pacchiarotti: Docente universitario  per le materie  procreazione assistita  e  ginecologia ,  all’Università degli studi di Roma  “La Sapienza”   presso l’ Ospedale Sant’Andrea nonché  Responsabile delle tecniche di Procreazione medicalmente assistite presso il Centro Infertilità ” Praxi Provita” e Presidente della “Libera Associazione Sanitaria per la Prevenzione dell’infertilità e   conservazione della fertilità “( LAPIS) .

Ricordo bene quando circa un anno or sono  in occasione del  convegno – “Il Valore della vita” presso la  Sala Zuccheri  del Senato della Repubblica , rimasi esterrefatto dall’ampiezza di veduta con la quale la Dott.ssa Pacchiarotti argomentava sulla tematica dell’ infertilità giacché spaziava con larga padronanza  sui nuovi orientamenti della medicina: dalla prevenzione dell’infertilità in età adolescenziale, alla protezione della fertilità femminile in pazienti oncologiche fino alla conservazione della fertilità attraverso le cellule staminali.

Era  pressoché scontato, un nuovo progetto da parte della vulcanica ricercatrice e  nei fatti  non tradì le mie aspettative.

Così, ecco a seguire la sua dichiarazione, in riferimento appunto alla tematica del prossimo convegno che si svolgerà a Roma nel mese di settembre.

“Il tema infertilità entra a far parte della vita inaspettatamente e prepotentemente, nel momento in cui la coppia decide di avere un figlio e si rende conto di non poter esaudire un desiderio che sembrava così facile e naturale. Allora comincia il senso di frustrazione, il sentirsi anormale, il desiderio di cercare contatti con altre persone nella propria condizione. E se ora chiedessi a Vincenzo Di Michele ( rivolgendosi a me, ma senza darmi il tempo di elaborare una risposta ) se ci sono persone che vivono una condizione forzosa di un contatto impossibile con l’altro partner, la riposta non può che essere affermativa. Il riferimento in causa  è proprio per le giovani detenute. La popolazione femminile delle carceri rappresenta una minoranza sul totale dei detenuti, ma i loro bisogni specifici non sono tenuti sufficientemente in conto dall’Unione Europea. È  stata questa la denuncia dell’eurodeputata greca Marie Panayotopoulos-Cassiotou, relatrice del rapporto discusso e votato all’unanimità in seno alla commissione dei Diritti della donna al Parlamento europeo, il  30 Agosto del 2008. Ciò che preoccupa di più è la crescita esponenziale del numero delle detenute in età riproduttiva; donne che entrano in carcere giovani ed escono mature e riabilitate, ma mutilate della loro capacità di riprodursi, private per sempre della possibilità di mostrare a se stesse la capacità di amare un figlio e di continuarsi in lui. Infatti, la capacità riproduttiva di una donna scende vertiginosamente dopo i 35 anni, per arrivare ad essere inferiore al 10 % a 40 anni e inferiore al 3% dopo i 42 anni. Questo ci fa capire come le  donne recluse in età riproduttiva, di fatto hanno per sempre preclusa la possibilità di concepire. Pertanto il progetto ” Non imprigioniamo la vita ”   sostenuto dalla LAPIS ( Libera Associazione Sanitari per  la Prevenzione dell’Infertilità ) è quello del  prelievo ovocitario e del congelamento dei gameti recuperati che verranno crioconservati fino al loro utilizzo. Più precisamente: un’ unità mobile si recherà nel carcere dove effettuerà un colloquio preliminare con la donna , accompagnata dalle forze dell’ordine, dove verrà spiegata da un medico dell’associazione e da uno psicologo la finalità di questo  progetto, le procedure, le probabilità e i rischi a  cui potrebbe andare incontro durante il  procedimento terapeutico. Si procederà quindi alla selezione delle pazienti. Dopo aver firmato un consenso informato si precederà con lo screening di eventuali patologie che potrebbero inficiare la riuscita del progetto. Una volta appurata l’arruolabilità della donna si procederà della cura farmacologica, consistente in iniezioni ( Decapeptyl e Puregon) che verranno somministrate giornalmente per via sottocutanea all’interno del carcere dalla guardia medica. Il monitoraggio dell’induzione farmacologica dell’ovulazione verrà eseguito mediante ecografia pelvica trans vaginale e prelievo ematico all’interno dell’unità mobile attrezzata. Al momento opportuno,  la paziente sarà sottoposta a prelievo ovocitario eco guidato in sedazione , eseguito da medici dell’Associazione. Quindi, il biologo provvederà al congelamento dei gameti recuperati che verranno crioconservati fino al loro utilizzo.

Il progetto” Non imprigioniamo la vita” patrocinato dalla Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma, verrà presentato il 27 settembre 2013 al convegno LAPIS che si svolgerà  a Roma il  27 settembre 2013 a Palazzo Valentini

Roma 05/08/2013                                   Vincenzo Di Michele

Intervista di Vincenzo Di Michele sulla lotta all’infertilità

 

Una sfilata di ragazze della Lazio al Palacavicchi di Ciampino per l’elezione di Miss Blue Star

8 luglio 2013

ANGELO MARTINI, JASMIN BERTANI, VINCENZO DI MICHELE, PAMELA OLIVIERI

 

AL PALACAVICCHI DI CIAMPINO ERANO IN SCENA LE MISS BLUE STAR. UNA SERATA QUESTA ALL’INSEGNA DELLA BELLEZZA , DELLO SPORT E SOPRATTUTTO DEL MONDO BIANCOCELESTE.

HANNO PRESENTATO L’ EVENTO: ANGELO MARTINI E PAMELA OLIVIERI. IL TITOLO DI REGINETTA DELLA SERATA E’ STATO ASSEGNATO A MARZIA DI MAGGIO . TRA GLI OSPITI: MASSIMILIANO DE TOMA PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE ITALIA MODA , LO SCRITTORE VINCENZO DI MICHELE AUTORE DEL LIBRO ” PINO WILSON VERO CAPITANO D’ALTRI TEMPI “, IL CAPITANO DELLA LAZIO PRIMAVERA GIANMARCO FALASCA, ALESSANDRO ZAPPULLA EDITORE-DIRETTORE DE ” LA LAZIO SIAMO NOI”, DOMENICO FABBRI CAPITANO DELLA SQUADRA LAZIALITA’ , IL RAP G&G, FRANCESCA PETRUNGARO, FRANCESCO FOFI., MANUEL OBREGON, ELENA SANTILLI , GIORGIO CECCARELLI.

PATRON DELL’EVENTO: LUIGI CALDARELLI.

Una conferenza sulla Campagna di Russia in onore del “70° anniversario della battaglia di Nikolajewka

29 gennaio 2013

Una conferenza sulla Campagna di Russia in onore del 70° anniversario della battaglia di Nikolajewka

VINCENZO DI MICHELE ospite nel programma “Raccontami il tuo libro”

13 novembre 2012

Il 19 ottobre 2012 Vincenzo Di Michele è stato a Fiano Romano ospite di Giovanna Canzano nel programma “Raccontami il tuo libro”

L’argomento del dibattito verteva sulla prigionia di Mussolini al Gran Sasso nel 1943 e sul revisionismo storico grazie appunto alle nuove testimonianze e argomentazioni contenute nel libro ” Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso”di Vincenzo Di Michele.

Sono Intervenuti: Giorgio Vitali, Giorgio Prinzi, Guglielmo Quagliarotti ,Gian Paolo Pucciarelli, Giuseppe Turrisi, Giovanni Luigi Manco (in collegamento via skype da Trieste).
http://www.raccontamiiltuolibro.blogspot.it/2012/10/vincenzo-di-michele.html

Il libro Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso in allegato nel mese di Ottobre alla Gazzetta di Mantova , Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena , La Nuova Ferrara e la Provincia Pavese

10 ottobre 2012

Nel mese di Ottobre, sarà possibile acquistare il libro “Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso” in allegato con i quotidiani: La Gazzetta di Mantova, La Gazzetta di Reggio, La Gazzetta di Modena , La Nuova Ferrara e La Provincia Pavese .

Nella sua inchiesta finalizzata al revisionismo storico di quegli avvenimenti l’autore del libro Vincenzo Di Michele, ha rivisitato alcuni eventi di fondamentale importanza che troppo a lungo sono stati oscurati. Importanti quesiti discussi in modo meticoloso con preziose testimonianze inedite che, riportano alla luce una verità sconvolgente: la prigionia di Mussolini non è mai stata tale.

In questa rivisitazione: Il racconto di un pastorello che in prima persona assistette interamente alla planata degli alianti Tedeschi sul pianoro di Campo Imperatore in quel 12 settembre 1943. E poi : il racconto del pastore abruzzese Alfonso Nisi che proprio quei giorni era ospite nello stesso albergo ove era detenuto Benito Mussolini

Alla stregua delle recenti testimonianze – commenta Di Michele – la liberazione di Mussolini dallo stato di detenzione al Gran Sasso fu con ogni probabilità frutto di un accordo di un accordo tacito tra il Governo Badoglio e le forze tedesche.

L ‘apprezzamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il libro ” GUIDARE OGGI ” ( dedicato dall’autore Vincenzo Di Michele a suo nipote Manuele Murgia, prematuramente scomparso) – ed il richiamo alle Istituzioni per una più viva attenzione sul fenomeno delle stragi stradali

22 dicembre 2010

L ‘apprezzamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il libro ” GUIDARE OGGI ” ( dedicato dall’autore Vincenzo Di Michele a suo nipote Manuele Murgia, prematuramente scomparso) – ed il richiamo alle Istituzioni per una più viva attenzione sul fenomeno delle stragi stradali

Conferita la  Segnalazione d’onore per il Premio Firenze 2010  a Vincenzo Di Michele  – il 04 Dicembre 2010 a Firenze c/o  Palazzo Vecchio alla presenza del Sindaco Matteo  Renzi –  per il  libro “Io Prigioniero in Russia” 

20 dicembre 2010

Segnalazione-d-onore-per-libro-Io-Prigioniero-in-Russia-al-premio-Firenze-2010

Assegnato il “ Il Premio Nazionale Nomentum” Edizione 2009 , allo scrittore: Vincenzo Di Michele

2 dicembre 2009

Nell’ambito culturale il premio “Nomentum Nazionale Edizione 2009” è stato assegnato – grazie alle oltre 30.000 copie vendute del suo libro “ Io Prigioniero in Russia” e ai prestigiosi riconoscimenti Nazionali come Il ringraziamento del Presidente della Repubblica per la sua preziosa testimonianza storica , al premio di cultura e Vita Alpina Gen. De Cia nonché per il Premio Baiocco speciale per la memoria storica – allo scrittore romano Vincenzo Di Michele peraltro residente nel XX Municipio .
Il Premio Nazionale Nomentum oramai di decennale tradizioni nel corso degli anni è stato conferito ad illustri personalità di ogni settore . Nelle precedenti edizioni sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento : il senatore a vita Giulio Andreotti – il produttore David Zard , i registi Lina Wertmuller, Mario Monicelli, Pupi Avati , i cantanti  Rita Pavone e Teddy Reno . Nell’ambito culturale l’assegnazione del premio al Di Michele, è stata così motivata ” Per la sua opera di scrittore di volumi di grande spessore storico letterario e di vita in due come “ Io Prigioniero in Russia” e “ La Famiglia di Fatto” e per le sue numerose partecipazioni ai relativi incontri di presentazione alle trasmissioni televisive “.

FOTO-PREMIO-NAZIONALE-NOMENTUM

Roma 02- 12- 2009

In ricordo della mia maestra Suor Maria Laura Mainetti. La Suora di Chiavenna Figlia della Croce, dal suo alunno Vincenzo Di Michele

27 ottobre 2009

In ricordo della mia maestra Suor Maria Laura Mainetti La Suora di Chiavenna Figlia della Croce

Foto di classe

dal suo alunno Vincenzo Di Michele

La sera del 6 giugno 2000, a Chiavenna, una telefonata allerta suor Maria Laura Mainetti “ Era una certa “Erika” che riferiva di essere rimasta incinta in seguito a una violenza domestica. In realtà la ragazza si chiama Milena ed assieme ad altre due coetanee, Veronica e Ambra, aveva architettato quella che fu poi una folle trappola omicida. Suor Maria Laura non ci pensò poi tanto; forte della sua spontaneità e nel suo modo di essere sempre pronta verso il prossimo, sola, uscì dal convento senza avvisare le forze dell’ordine o qualcun altro che poteva esserle d’aiuto. D’altronde il suo modus operandi è stato sempre quello di un sostegno immediato e senza tanti perché . Era così Suor Maria Laura; sempre attenta e disponibile nel prodigarsi verso il prossimo. Son passati oramai quasi 40 anni dai quei primi degli anni 70, ma lo ricordo come fosse ora. Suonava la campanella e tutti noi bambini andavamo a mensa . Lei però non aveva tempo per il pranzo, era troppo indaffarata con le molte persone che la cercavano e non sempre riusciva ad essere puntuale per l’inizio delle lezioni pomeridiane. Quando rientrava poi in classe, ci raccontava delle sue vicissitudini . Così i nostri momenti insieme li trascorrevamo tra didattica e riflessioni di vita . E forse, sono proprio quest’ultimi quelli che mi sono rimasti più propri di lei. Quando poi incontrai Suor Beniamina Mariani ,“ illo tempore” Preside della Scuola Santa Giovanna Elisabetta nonché attuale autrice del libro “ Suor Maria Laura di Chiavenna ” la prima cosa che sussurrò a mio figlio Matteo era proprio quella inerente ai miei ben 11 anni trascorsi in quella scuola lì dove la mia condotta indomita e ribelle si era espressa al meglio di sé. Eh beh ! in effetti ero alquanto peste e discolo e tra richiami , sgridate fino ad arrivare all’allora insolito provvedimento di sospensione dalla scuola per ben 7 giorni emesso nei miei confronti affinché assumessi un comportamento più pacato, lasciai un indelebile traccia nel ricordo di tutte le Suore dell’Istituto . Ebbene in Suor Maria Laura non riesco però a ricordare un solo momento in cui abbia alzato la voce o abbia avuto un minimo diverbio nei miei confronti benché ce ne fosse tanto bisogno. Di fatto , l’immagine scolpita nella mia mente è forse quella che il destino ha voluto fosse associato a lei . Una persona mite che con i suoi modi sapeva attendere e comprendere le carenze del carattere altrui . Non posso poi sottacere una dedita citazione per Suor Beniamina Mariani che sorvolando giustamente sui fatti dell’uccisione quali oggetto di attenzione dei canali mediatici si è invece concentrata su Suor Maria Laura , quindi , sulla descrizione ed elevazione delle sue doti . Alla stregua dell’ultimo assunto quanto mai gradita è la missiva qui riportata dell’autrice del libro Suor Beniamina Mariani

Caro Enzo,

grazie per il tuo ricordo di Suor Maria Laura : è fresco e spontaneo come sei tu.

Se mi permetti, però, vorrei completare alcune tue affermazioni. Sì, è vero che eri un discolo, ma io a Matteo ho ricordato un papà simpatico, sincero e buono… E tuo figlio mi sembrava d’accordo.

Riguardo Suor Maria Laura debbo farti notare che è vero che era spontanea nel donarsi, ma quella sera, prima di uscire, visto che tutte le suore si erano già ritirate nelle rispettive camere, aveva chiamato il Parroco. Sì perché gli aveva confessato di avere un po’ paura e l’aveva pregato di trovarsi sulla piazza dell’appuntamento: come è avvenuto. Purtroppo, però, Suor Maria Laura, credendo di essere arrivata a convincere la ragazza a trascorrere la notte in collegio, non aveva accettato altra disponibilità da parte di Don Ambrogio.

Ci tengo a precisare questo perché non voglio far apparire la mia consorella una sprovveduta.

Comunque tu l’hai ben conosciuta!

Era davvero una donna pienamente donata, che fin dalla giovinezza aveva risposto generosamente ad una sollecitazione ricevuta da un sacerdote: “Devi fare della tua vita qualcosa di bello per gli altri”.

Tu accenni al libro che ho scritto “Suor Maria Laura Mainetti, la suora di Chiavenna ” Ed. S. Paolo.

Qui, più che focalizzare il tragico fatto di cronaca del 6 giugno 2000, mi soffermo sulla figura di Suor Maria Laura, poiché, come scriveva l’allora vescovo di Como Mons.Maggiolini che desiderava conoscere la suora nella sua vita quotidiana, “non si conosce il tramonto se non a partire dall’alba…l’epilogo (la morte) è preceduto da una sorta di martirio di ogni giorno”.

Ho cercato di presentare questa donna semplice, gioiosa, determinata che non aveva nulla di straordinario se non l’amore.

L’amore per “Gesù Risorto che, incarnato nella mia storia quotidiana, mi ama, mi perdona, mi rinnova e non mi abbandona mai”.

L’amore per “ogni persona in quanto tale e in quanto incarnazione del Cristo, particolarmente per i piccoli, i giovani e i meno amati”.

Questa è Suor Maria Laura che continua a percorrere le strade dell’Italia e non solo, con la sua testimonianza di donazione senza limiti che si è espressa in modo sublime là, in quella viuzza oscura quando le tre ragazze la pugnalavano e lei pregando chiedeva perdono per loro.

Ciao Enzo.

Non dimenticare che spesso dai discoli escono i Santi più affascinanti!

Suor Beniamina Figlia della Croce

Personale