Intervista a Vincenzo Di Michele per l’argomento: Animali in guerra a “Storie d’autore”, la rubrica culturale in onda su Espansione TV

Intervista a Vincenzo Di Michele per l’argomento: Animali in guerra a “Storie d’autore”, la rubrica culturale in onda su Espansione TV (14/03/2026)

link al video su youtube: https://youtu.be/vlYAvUw18MY?si=Ym-ipMuGvnaz4jT3

Nel programma “Storie d’Autore” del 14 marzo 2026, l’intervistatore Giorgio dialoga con lo storico e scrittore Vincenzo Di Michele a proposito del suo libro intitolato Animali in guerra vittime innocenti.

Di Michele spiega che la sua opera nasce da un intento revisionista, volto a documentare il ruolo immenso e spesso dimenticato che animali come cavalli, cani, muli e piccioni hanno avuto nei conflitti mondiali, non solo come strumenti bellici ma come parte integrante della vita e degli affetti dei soldati.

I punti salienti emersi durante l’intervista includono:

  • L’uso crudele degli animali come armi: L’autore descrive l’impiego di cani kamikaze addestrati per trasportare mine contro i carri armati e i tragici esperimenti condotti sui gatti per tentare di fargli pilotare bombe sulle navi, sfruttando la loro repulsione per l’acqua. Vengono citati anche pipistrelli carichi di bombe incendiarie e mandrie di buoi mandate a morire nei campi minati per sminarli.
  • Storie di fedeltà ed eroismo: Si ricordano casi celebri come quello del piccione Cher Ami, insignito di onorificenze per aver recapitato messaggi vitali, e del cane che attese il padrone morto per 17 anni alla fermata dell’autobus. Un altro esempio toccante è quello del cane di un ufficiale a Cefalonia che difese il corpo del padrone fucilato dagli avvoltoi per un intero mese.
  • Il legame tra soldati e animali: Di Michele sottolinea il rapporto speciale tra gli Alpini abruzzesi e i loro muli, nonché la storia di Albino, un cavallo dei lancieri di Montebello che, dopo essere sopravvissuto alla campagna di Russia, divenne l’unico animale in Italia a ricevere una pensione a vita.
  • L’intelligenza dei topi: L’autore dedica una parte della discussione alla sorprendente capacità di sopravvivenza e all’intelligenza diabolica dei ratti, capaci di auto-immunizzarsi dai veleni e di resistere persino alle radiazioni atomiche grazie alla loro adattabilità.
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In conclusione, Giorgio e Di Michele concordano sul fatto che la guerra non provochi solo vittime umane, ma lasci dietro di sé una vasta scia di sofferenza che coinvolge esseri innocenti, la cui memoria contribuisce a rendere più consapevoli della crudeltà dei conflitti.

 

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